Il presente di Hamed Junior Traoré e Arkadiusz Milik è legato da un fil rouge: gli infortuni.
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Costretto a rimanere fermo ai box da metà settembre (ergo: dalle battute iniziale della propria avventura sotto i riflettori dello Stade Velodrome) a causa di una contusione muscolare, l'esterno ivoriano è tornato a calcare il manto verde con indosso i colori dell'Olympique Marsiglia, team guidato, peraltro, da Roberto De Zerbi, in occasione della sfida valevole per la 17ª giornata di Ligue 1 tra Les Phocéens e il Nantes. Purtroppo per l'originario di Abidjan, il rientro si è rivelato tutt'altro che trionfale: sconfitta con il risultato di 0-2 e OM che scivola al 3° posto della prima serie francese, occupato in coabitazione con il Lille a quota 32 punti, sette lunghezze in meno al Paris Saint-Germain della coppia Kvaratskhelia-Fabian Ruiz secondo e otto in meno al Lens capolista.
Per quanto negativo, tuttavia, il destino capitato a Traoré non ha nulla a che vedere con ciò che il Fato ha riservato al povero Milik. Convocato da un allenatore della Juventus, oggi Luciano Spalletti, a distanza di 574 giorni dall'ultima volta (la partita in questione è quella casalinga con la Roma del 20 dicembre, che ha visto trionfare i bianconeri per 2-1), nella settimana corrente il polacco ha subito una ricaduta: ennesimo infortunio al polpaccio che ritarda sino a metà mese il possibile ritorno sul rettangolo da gioco dell'Allianz Stadium. Una maledizionesenza eguali nel mondo del pallone.
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