calcionapoli1926 editoriali Rispetto per chi ha reso Napoli vincente, ma ora basta lacrime: il futuro dipende solo da ADL

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Rispetto per chi ha reso Napoli vincente, ma ora basta lacrime: il futuro dipende solo da ADL

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Conte lascia una base solida che andrà consegnata tra le mani di chi ha la stessa stoffa per continuare su questa strada
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 

Ed eccoci qui a tracciare una linea tra un passato che si è interrotto troppo presto e un futuro ricco di incognite. Antonio Conte lascia Napoli da vincente con uno scudetto e una Supercoppa, con un secondo posto che proietta gli azzurri come anti-Inter in vista della prossima stagione. Una settimana che è stata un vortice di emozioni, tra rabbia per l’addio, gioia per ciò che siamo stati, commozione pensando a ciò che potevamo essere: eppure la storia si è interrotta così, forse sul più bello. Due anni che hanno scombussolato Napoli, portato sul tetto d’Italia contro tutto e tutti. Ora ci riesce difficile digerire questo distacco, ma bisogna farlo: basta lacrime, Conte lascia una base solida che andrà consegnata tra le mani di chi ha la stessa stoffa per continuare su questa strada. Ora è tutto nelle mani di De Laurentiis che ha il compito di far nascere la squadra del Centenario.

Rispetto per chi ha reso Napoli vincente, ma ora basta lacrime: il futuro dipende solo da ADL

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È finita dopo due anni e difficilmente ce ne faremo una ragione perché Napoli non ha mai avuto un allenatore così vincente sia sulla carta che sul campo. L’unico altro grande è stato Benitez, l’uomo che ha gettato le basi per la società vincente ed internazionale che si ritrova tra le mani De Laurentiis. Conte ha vinto ed ha gioito con la città, ma come in tutte le più belle storie d’amore la conclusione è burrascosa e sofferta. Ci si aspettava che concludesse il triennio, invece motivazioni che scopriremo in seguito lo hanno portato a lasciare oggi. La stagione è stata difficile e travagliata con i numerosi infortuni e con un mercato che non ha rispettato le aspettative. La debacle in Champions è l’unica macchia di una stagione conclusa al secondo posto in campionato e con la Supercoppa in bacheca. Resta il rammarico di dover salutare Conte nell’anno del Centenario che per i tifosi del Napoli significa molto: cento anni di storia, tifo e appartenenza come non ce ne sono eguali. È chiaro che l’addio non sarà facile neanche per il mister e che le motivazioni, seppur possibilmente valide, sono certamente legate alla sensazione di aver fatto il massimo. Vincere con una società sana e rispettosa delle regole dà soddisfazione, ma ti dà anche la sensazione di poter difficilmente competere con i colossi europei ed italiani che spendono e spandono. Una cronistoria vincente: dalla presentazione in grande stile a Palazzo Reale, al ritiro travolgente con la passione dei tifosi, ai colpi internazionali e alle partite sofferte e vinte con la grinta, fino allo scudetto scucito al fotofinish all’Inter. Insomma, nulla da recriminare: non piangere perché è finita, sorridi perché è successo dice un detto comune. E ora cosa ci resta? Cosa succederà?


Tutto è nella mani di De Laurentiis che dopo due anni nell’ombra deve risalire sul piedistallo per evitare le leggerezze accadute dopo il distacco traumatico da Luciano Spalletti. Siamo convinti che tra le mani abbia già il successo di Conte e che ci sorprenderà con un effetto speciale in stile Hollywoodiano, come piace a lui. Serve certamente un allenatore di un certo calibro ed esperienza che sappia analizzare la rosa azzurra e capire da chi ripartire. Questo è legato a doppio filo a un mercato attento che dovrà fare il ds Manna: non servono spese folli, serve valorizzare il materiale che si ha a disposizione ed evitare altri flop. Il nome non lo conosciamo: ne circolano tanti ma manca il profilo che entusiasma la piazza. Allegri, tra i nomi venuti fuori, è l’unico che può raccogliere l’eredità di Conte. Nulla contro Italiano e co, ma per il Centenario serve altro. Siamo ridondanti e lo scriviamo da tempo: la data è troppo importante per fare scelte banali e progettuali. Serve chi può vincere subito, c’è una Champions da onorare e un secondo posto da cui ripartire. Ne riparleremo insomma. Per ora serve sottolineare che abbiamo fiducia nel presidente, vincente quasi come Ferlaino (gli manca una coppa europea) e chissà che questo non sia proprio l’anno buono, quello del Centenario. Bisogna sognare in grande, non è vietato! Ora è solo tempo di godersi due anni belli, di sofferenza che è stata gioia e delusione. Conte ha avviato un progetto vincente che va continuato e onorato: il Napoli deve mettere da parte le lacrime. Ora si guardi al futuro senza rimpianti: una nuova era è dietro l’angolo, tutti uniti per un popolo, per una maglia e per dei colori che non hanno eguali in tutto il mondo.

A cura di Giovanni Frezzetti

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