Arrivato a parametro zero, senza reali aspettative ma con una certezza: la voglia di mangiarsi il campo e dimostrare di non aver perso la stoffa. L'esterno azzurro è l'esempio perfetto del professionista esemplare
Il Napoli di Antonio Conte, specialmente nell'annata corrente, è stata una squadra piuttosto divisiva: da un lato chi ne ha apprezzato il carattere da top club - tipico delle squadre 'contiane' - mostrato sul campo nei momenti di difficoltà, dall'altro chi ne ha criticato l'aridità del gioco, il tatticismo esasperato e la mancanza di spettacolo. C'è tuttavia un pensiero che congiunge entrambe le fazioni: l'elevata quantità di talento presente in rosa. Come spesso accade nelle grandi aziende, il prodotto fatto e finito è frutto di un lavoro sporco spesso invisibile agli occhi di chi guarda. Quanto spesso abbiamo sentito parlare dell'imprescindibilità di McTominay in mezzo al campo, della crescita esponenziale di Hojlund e delle giocate spettacolari di Alisson Santos. Ma c'è un calciatore del Napoli che fa meno rumore degli altri: cattura meno l'attenzione e finisce poche volte sul tabellino dei marcatori. Magari non porta bonus al fantacalcio, non segna da posizioni impossibili, non tenta giocate impressionanti... Eppure Leonardo Spinazzola, dopo due anni, è sempre lì. Non è bastato né l'arrivo di Miguel Gutierrez a farsi scavalcare nelle gerarchie né il cambio modulo a metterlo da parte. E nemmeno gli infortuni hanno avuto la meglio su di lui. A trentatré anni, l'esterno in maglia 37 è la perfetta definizione di"evergreen".
Arriva in punta di piedi, poi sostituisce Kvaratskhelia
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10 luglio 2024: uno Spinazzola svincolato, dopo le ultime travagliate stagioni trascorse con la maglia della Roma a causa dei numerosi problemi fisici, firma un biennale con il Napoli da circa 2 milioni di euro a stagione. L'esterno italiano era stato fortemente voluto da Antonio Conte, che aveva visto nei suoi occhi quella fame di rivalsa e quella voglia di riscatto che lo avrebbero spinto a mangiarsi il campo. La 'sliding door' della prima stagione in azzurro di Spinazzola è stata la cessione di Kvaratskhelia al PSG. Cerchiamo di ricordare: il Napoli vende il suo miglior calciatore nella sessione di mercato invernale, al suo posto arriva Noah Okafor, che non entra mai realmente nelle grazie di Antonio Conte e, come se non bastasse a metà marzo David Neres, l'unico che avrebbe potuto sostituire il georgiano, resta ai box per più di un mese a causa di un infortunio. Ed è qui che avviene la magia: a sopperire al vuoto lasciato da Kvara ci dovrà pensare Spina, che giocherà fuori ruolo per praticamente metà campionato, diventerà poi uno dei preferiti di Conte e vincerà lo Scudetto da titolare.