calcionapoli1926 news calcio napoli conferenze stampa De Laurentiis: “Conte non era più sereno. Napoli è casa sua, gli ho chiesto di restare”

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De Laurentiis: “Conte non era più sereno. Napoli è casa sua, gli ho chiesto di restare”

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Le parole del patron azzurro
Sara Ghezzi

Aurelio De Laurentiis al termine della gara Napoli-Udinese è intervenuto in conferenza stampa. A seguire le parole.

Le parole di De Laurentiis in conferenza

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"Può capitare a tutti di avere un momento di forte delusione e forse Conte in quel momento forse è una piazza che pretende troppo da me, io sono bravissimo, ma non posso fare miracoli, allora ha pensato. Io l'ho pregato di prendersi due settimane sabbatiche, riposati, soprattutto per creare una barriera con il cervello. Un mese fa mi a chiamato e ha voluto incontrarsi con me. Noi siamo amici, lui mi ha detto che i cicli finiscono, io gli ho detto che questa è casa sua, gli ho detto se tu non ti senti di essere più sereno con un campionato come quello che può fare il Napoli, noi dobbiamo rispettare il budget. Il campionato italiano non è tanto straordinario, poi ci sono complicazioni della classe arbitrale, di procuratori che vogliono dire la loro e non capisco perché non vengano presi provvedimenti. Poi ci si mette il ministro dello sport e poi si mette Giorgetti. Quando Conte mi confermerà che il dado è tratto sceglieremo il meglio per il Napoli. Noi abbiamo una trentina di giocatori capaci, il Napoli sarà competitivo.

Il problema non è di cosa farà il Napoli, ma di come rifondare il calcio italiano. Lotito ad un certo punto si è inventato il paracadute. Perché dobbiamo fare un campionato a sinistra della classifica e a destra per la retrocessione, così non funziona. Se tu vieni con un gruppo fisico e mi spacchi i giocatori non va bene, se tu vieni dalla Serie B e mi metti poco sul mercato a me non sta bene, perché poi con squadre del genere io ci perdo pure. In Premier funziona diversamente, perché le piccole investono tanto. Quando vedo quello che succede in Inghilterra e quello che succede qui anche per gli stadi mi viene da ridere, loro con la forza economica e finanziari per anni sono arrivati settimi, ottavi. Arteta ha vinto dopo tanti anni, loro si sono permessi di fare ciò perché avevano 1 milione e mezzo di metri quadri è un gruzzolo importanti. Gli americani c'erano anche nel 2017 con un'offerta di 900 milioni e io dissi di no, poi con il Covid, e mi offrirono 3 miliardi e io che facevo? Andavo in pensione senza giocattoli? Il problema non sono i soldi, ma il cuore.


Io qui devo combattere con i sindaci. Secondo voi è normale che devo avere lo stadio per la partita dopo aver vinto due scudetti, il giorno prima e il giorno dopo la partita per ripulirlo. Al sindaco del Napoli non interessa perché lui tifa Juve. Io ho presentato un progetto per il Maradona, io ho detto a Fico che se dà 200milioni per rifare il Maradona l'ho minacciato di non investire più sul Napoli. Io ho trovato un terreno che si sta bonificando, e tra due anni se il sindaco non fa nulla, io posso costruire uno stadio da 70.000 posti. Stasera in base a quello che accadrà si capirà cosa fare. Non sempre la si fa da padroni, bisogna avere rispetto. Noi abbiamo una squadra competitiva, intanto alcuni rientreranno e magari per Conte non andavano bene e per un futuro allenatore sì".