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ADL ricorda Peppino di Capri: “Vorrei riproporre il suo inno del Napoli al Maradona”

ADL ricorda Peppino di Capri: “Vorrei riproporre il suo inno del Napoli al Maradona” - immagine 1
Il patron del Napoli commosso nel ricordo del celebre artista
Gianmarco Nurra

Presente ai funerali di Peppino di Capri, Aurelio De Laurentiis ha pronunciato un lungo discorso dedicato al celebre artista napoletano venuto a mancare nella giornata di ieri. Ecco, dunque, quanto dichiarato dal patron della SSC Napoli.

De Laurentiis in lacrime: "Peppino di Capri uomo insostituibile, abbiamo vissuto insieme momenti indimenticabili"

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"Mi è stato chiesto di dire due parole sul nostro rapporto lunghissimo. Io ricordo che nel ’67, avevo 18 anni, e casualmente ci incontrammo ad Ischia dove era straordinariamente coinvolto. Dopo aver ultimato il suo repertorio italiano iniziava fino alle sei del mattino a reinterpretare i più famosi testi americani. Poi sono passati decenni, sono nati i suoi figli ed i miei, tra i quali c’è sempre stato un bellissimo rapporto. Giuliana, grandissima esempio di moglie straordinaria e una grandissima cuoca. Io e papà, oltre alla musica ed il cinema, eravamo due esperti di cucina e due grandi mangiatori. Poi ad un certo punto si è stabilito anche un grandissimo rapporto oltre tutti gli incontri a casa mia e a casa vostra. Delle volte è capitato che nei ristoranti tuo papà si metteva al piano e iniziava un concerto per pochi. Si formava una moltitudine di italiani e stranieri, così basiti da tanta immediata sincerità. Poi lui ha fatto l’inno degli anni ’80 del Napoli, vorrei rivisitarlo per riproporlo al Maradona quando inizierà il campionato. Ha fatto due film con noi ed anche l’attore in un film di Natale, ‘Natale col boss’. Lui non ha avuto una sbavatura nella recitazione né una perplessità. Io adesso immagino tuo padre alla corte del Signore con il suo pianoforte (visibilmente commosso, ndr) e una coppa di champagne… per brindare all’eternità".


Al termine della cerimonia, De Laurentiis ha ricordato Peppino Di Capri anche ai giornalisti presenti all'esterno della chiesa, sottolineandone il carattere e la passione che lo hanno accompagnato per tutta la vita:

"Lui è un caprese doc, io sono diventato cittadino di Capri solo vent’anni fa. Insieme abbiamo passato momenti indimenticabili, eravamo molto più giovani e pieni di energie, che a lui non sono mancate fino alla fine. Peppino se lo si dovesse immaginare con un aggettivo era un uomo appassionato. E se non hai la passione non sei nessuno. Un ricordo? Mi faceva impazzire perché amava molto le barche, voleva addirittura costruirle e spesso lo sbagliava (sorride, ndr). Un uomo insostituibile e irripetibile”.