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Il secondo 'craque', come direbbero i portoghesi, è abbastanza scontato, ma saremmo in malafede se non lo nominassimo: Vincenzo Prisco.
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Il secondo 'craque', come direbbero i portoghesi, è abbastanza scontato, ma saremmo in malafede se non lo nominassimo: Vincenzo Prisco.
Mediano alto 1,65 metri e ancora minorenne (agosto 2008), 'Enzo' è un metronomo impeccabile nella protezione della sfera: quando la tiene incollata ai piedi riuscendo a eludere la pressione degli avversari, ricorda molto Stanislav Lobotka. Tali qualità vengono evidenziate dalla lunga trafila fatta dal mancino napoletano nelle selezioni 'under' della Nazionale: partendo dall'U15 fino ad arrivare all'U19, non è mai mancato un commissario tecnico che convocasse il prodotto "made in Partenope". L'esperienza più prestigiosa di Prisco con indosso la casacca tricolore è stata la Coppa del Mondo U17, chiusa dall'Italia con il gradino più basso del podio.
Per ricollegarci immediatamente al parallelismo con Lobotka, lo slovacco sembra ormai fuori dal progetto Napoli, tant'è che la società del patron De Laurentiis corteggia con insistenza Maximo Perrone del Como. Alla luce, però, di un cartellino di vendita tutto fuorché irrisorio e di un Billy Gilmour tanto voglioso, dopo 20 milioni sborsati ad agosto 2024 e due stagioni trascorse per lo più in panchina, di dimostrare il proprio valore al pubblico dello stadio Diego Armando Maradona (e non solo), i piani alti della SSCN possono pensare di imboccare un'autostrada sostenibile e fantasiosa allo stesso tempo: Gilmour titolare a raccogliere la pesante eredità lasciata da 'Lobo' e il numero 4 della compagine Primavera messo a crescere alle spalle del collega di reparto scozzese, cercando di apprendere la capacità di verticalizzare, specialmente sul lungo, nonché di mandare in frantumi l'organizzazione difensivadei rivali di turno tramite un singolo passaggio dell'ex Brighton.
A cura di Alex Iozzi
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