Appurato anche questo secondo aspetto, bisogna ammettere che qualcosa non ha funzionato al 100% e che corpi divenuti estranei tutto d'un tratto non possano essere parte del progetto futuro. Per questo il presidente De Laurentiis, a prescindere dal futuro di Conte, deve prendere per mano la sua creatura e difenderla da tutti questi attacchi. Bisognerà ripartire da chi mette il Napoli in prima linea, da chi vuole il bene dell'azzurro e non solo a se stesso, da chi avrà voglia di correre, sudare, cadere e rialzarsi per il Napoli. E questa decisione, questo passo, il patron è l'unico che può farlo. In questi 22 anni ha creato una creatura bellissima, orgoglio di un popolo intero, con i suoi alti e bassi e il presidente questa creatura la deve difendere da tutti.
Per questo motivo, se per difendere questa creatura, deve tornare ad essere presente come un tempo, ben venga, perché un altro anno in balia di chiunque abbia un telefono e un microfono non è possibile farlo. Che ci sia Conte, Sarri o chiunque altro. Il Napoli deve esser protetto dagli attacchi interni e da quelli esterni.
A prescindere da quali siano i reali motivi del possibile addio del tecnico salentino, perché non sarebbe corretto nemmeno rinviarli solo a critiche e ambiente non sanissimo, De Laurentiis difenda la sua creatura liberando lo spogliatoio da chi non mette la maglia al primo posto, e rimettendo in riga chi pensa all'hype e non al racconto della verità e del bene della squadra.
A cura di Sara Ghezzi
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