Napoli-Atalanta: “È meglio avere il 50% di qualcosa che il 100% di niente”. Il nostro editoriale in un flash

A sorpresa, a fine gara, il tabellino di Napoli-Atalanta recita 0-0. Finisce in parità e senza neanche una rete la prima delle due gare valide per le semifinali di Coppa Italia. Un risultato che nessuno avrebbe mai pronosticato, la domanda sorge dunque spontanea: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

È meglio avere il 50% di qualcosa che il 100% di niente

(Getty Images)

Gennaro Gattuso cambia tutto: niente 4-2-3-1 né 4-3-3, si punta su un inedito 3-4-3. Un 3-4-3 di cui sette interpreti hanno caratteristiche difensive e soltanto tre sono effettivamente gli attaccanti di ruolo – se si considera anche il portiere otto giocatori su undici di natura difensiva. Il messaggio di Ringhio risuona chiaro: “Non prendiamole!”.

E la strategia del mister riesce così bene da non farne fare neanche uno agli uomini di Gasperini: un’autentica impresa. Basti considerare infatti che su ben 31 partite – tra Serie A, Champions League e Coppa Italia – l’Atalanta soltanto in quattro match non è riuscita a mettere a segno neanche una rete (contro Liverpool, Spezia, Hellas Verona e Genoa). Da tempo infatti i bergamaschi sono gli “asfaltatori” del campionato italiano, segnano a valanga eppure quest’oggi Rino li ha ridimensionati a pallina di neve.

Per riuscire in un’impresa simile però servono tanti ingredienti: 8/11 giocatori difensivi, attenzione e concentrazione per novanta minuti, sacrificio generale, un super Ospina – migliore in campo – e un Koulibaly che finalmente mette da parte le “turbe adolescenziali” e si carica il reparto difensivo sulle spalle, così e soltanto così sposta davvero di equilibri. Va però sottolineata anche la grande la complicità degli avversari che sono stati meno cinici del solito (non sono mancate importanti occasioni per Zapata, Muriel, Freuler e Toloi).

Dunque entrambe le squadre portano a casa un pareggio, ma il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? E ancora: per chi è vuoto e per chi è pieno? Al netto del risultato arrivato al Maradona, il vantaggio è degli azzurri perché non subire reti in casa è buono di per sé, se poi si considera che l’avversario è l’Atalanta – il dato di prima è significato – e se si aggiunge la singola prestazione dove ha visto i neroazzurri dominare la partita e gli azzurri schivare i colpi, allora il bicchiere sembra totalmente pieno. A ciò inoltre va aggiunto anche il momento storico delle due: gli azzurri sono in crisi (molto più ambientale che non di fatto) e i più si aspettavano un’autentica goleada atalantina, mentre i bergamaschi si sono presentati al Maradona con l’intento di riscattare il brutto 3-1 contro la Lazio e il 4-1 in Serie contro gli azzurri.

Il Napoli però ha saputo mettere sabbia sul fuoco e ha portato a casa un risultato utile: È meglio avere il 50% di qualcosa che il 100% di niente” – recita saggiamente una celebre battuta del film “Fast and Furious”. A dispetto di una sconfitta, un pareggio resta un pareggio e viste le promesse un qualcosa è sempre di più di un niente.

Ad ogni modo il discorso è rimandato a mercoledì prossimo ma la sensazione è che Gennaro Gattuso se ne sia tornato a casa “con un solco lungo il viso  come una specie di sorriso” – come cantava De André. Perché le zero azioni offensive – fatta eccezione di qualche contropiede e qualche verticalizzazione per Lozano non andata a buon fine – fanno pensare che il mister abbia ottenuto esattamente ciò che voleva (e che poteva).

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