Dopo i risultati deludenti, lo spogliatoio appare attraversato da tensioni e da qualche malumore verso il tecnico livornese. Il quadro resta da confermare.
Ritiro dopo il ko con il Porto: tensioni De Bruyne-Rrahmani, Allegri in bilico
Un anno fa, una delle voci più insistenti riguardava uno spogliatoio che non riusciva più a reggere i metodi di Antonio Conte. I primi mesi della gestione di Massimiliano Allegri, invece, erano stati una sorta di luna di miele, con diversi giocatori che descrivevano l'allenatore come una persona preparata e umana, capace di lasciare loro libertà di espressione e di instaurare un rapporto diretto con ciascuno. Un tecnico attento anche alla dimensione personale dei suoi calciatori, preoccupato non soltanto delle prestazioni in campo, ma anche del benessere dell'uomo che c'è dietro ogni atleta.
Il Napoli di Allegri tra risultati deludenti e tensioni nello spogliatoio
Adesso, però, qualcosa sembra essere cambiato. I risultati non arrivano, il nervosismo aumenta e quello che fino a qualche settimana fa appariva come un gruppo compatto sembra essersi trasformato in un ambiente attraversato da tensioni e malumori. Le dichiarazioni di stima e le parole al miele nei confronti di Allegri sembrano aver lasciato spazio a sentimenti differenti. Infatti, come racconta il Corriere della Sera, non tutti sarebbero più così convinti della gestione del tecnico livornese e qualcuno arriverebbe persino a rimpiangere Conte, proprio quel sergente di ferro che soltanto un anno fa sembrava non essere più sopportato dallo spogliatoio.Una situazione ancora tutta da verificare, che avrebbe però del paradossale e che, se confermata, restituirebbe un quadro ancora più preoccupante dello stato di salute del gruppo azzurro. Attenzione, questo non significa che Allegri abbia lo spogliatoio contro o che abbia perso completamente il controllo della squadra. Potrebbe semplicemente esserci una parte dei calciatori insoddisfatta dei risultati e incline a individuare nell'allenatore una delle responsabilità dell'attuale situazione. Forse un approccio più morbido, inizialmente apprezzato, non viene più percepito allo stesso modo di fronte alle difficoltà. Oppure, più semplicemente, il rapporto tra squadra e tecnico sta attraversando una fase di difficoltà che nessuno era riuscito a prevedere. Di certezze, al momento, ce ne sono poche e le ricostruzioni vanno necessariamente contestualizzate. Ma se davvero qualcuno fosse arrivato a rimpiangere i metodi di Conte, la questione sarebbe ancora più profonda di una semplice insoddisfazione per i risultati. Perché un gruppo che cambia così rapidamente il proprio giudizio sugli allenatori rischia di non interrogarsi mai sulle proprie responsabilità. E il Napoli, prima ancora di ritrovare un'identità in campo, ha bisogno di capire quanto questa squadra sia disposta a mettersi in discussione, senza cercare ogni volta riparo dietro la figura del proprio allenatore.
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