Crollo Napoli, disintegrato anche dal Porto: quale futuro?
Allegri, il suo Napoli prende troppi gol: gli infortuni non possono essere un alibi - VIDEO
Il Napoli crolla anche col Porto, rimediando la settima sconfitta stagionale su 14 partite disputate. Una crisi di portata inesauribile, quasi violenta, di cui si fatica a vedere la fine, una qualche via d'uscita.
Le 10 assenze non preludevano a niente di buono, la partita si era messa malissimo già prima della partenza della squadra di Allegri per il Portogallo, ma gli azzurri per oltre un'ora avevano provato a resistere, per poi crollare sotto i colpi dei padroni di casa negli ultimi 20', come troppo spesso è successo in questa prima disastrosa parte di stagione.
Sgretolati, sfiniti, distrutti, incapaci di reagire: si fa fatica a salvare qualcosa della disfatta di Oporto, davvero immensamente complessa la situazione di un Napoli irriconoscibile, che non riesce a far punti, che crolla al cospetto di un numero impressionante di avversari, anche ben al di sotto delle qualità del club azzurro.
Napoli, crollo verticale anche contro il Porto
Dal Corriere dello Sport: "Sfiniti. Senza forze, teneri, fragili. Ci hanno provato, hanno lottato, hanno resistito più di un’ora, ma poi sono crollati (...) Un avvio di stagione da incubo, che rischia di pregiudicare tutto già nel mese di novembre. Era difficile aspettarsi qualcosa di meglio in Portogallo, le dieci assenze pesavano come un macigno. Allegri ha dovuto fare di necessità virtù, aveva tredici giocatori di movimento più i portieri, ha rispolverato l’unico modulo possibile (un 3-5-1-1) e ha scelto di seguire il Porto uomo a uomo a tutto campo (...) Sono stati i calci piazzati il vero punto debole: due gol fotocopia presi su angolo con una marcatura a zona che ha lasciato troppa libertà agli inserimenti delle torri portoghesi (...)Non c’è niente da salvare in una notte così amara e, ancora peggio, non si vedono spiragli di luce in fondo al tunnel".Già, a preoccupare sopra ogni altra cosa è che non si veda una via d'uscita possibile da questa crisi che sembra senza fine.
Le assenze hanno di certo pregiudicato la gara, e non poteva essere altrimenti: lo stesso Allegri in conferenza, provando a salvare i suoi ragazzi, ha sottolineato che - se dopo il 70' assistiamo puntualmente ad un crollo degli azzurri - è perché si devono fare i cambi, e cambi non ce ne sono.
Vero, verissimo: impossibile dargli torto.
Ma la squadra appare logora, fiaccata nella testa prima ancora che nel fisico, e diventa difficile provare ad uscire da questo pantano.
A dimostrare la criticità del momento, il nervosismo che serpeggia tra gli stessi giocatori del Napoli (vedi discussione accesa in campo tra De Bruyne e Lucca) e le parole di Politano, che da uomo si presenta per l'ennesima volta dinanzi alle telecamere chiedendo scusa a tutti e di Hojlund, che attribuisce le responsabilità a tutti, Società compresa.
Domenica c'è la Lazio, poi la sosta. Difficile immaginare ciò che accadrà.
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