Il Napoli vede il Drago, ma anche i mostri: finale amarissimo. Un episodio rivela tutto
Il Napoli esce tra gli inviti del suo pubblico a vergognarsi e ad andare a lavorare. Non era successo neanche dopo la sconfitta terribile contro il PSV Eindhoven. Ma non è questo l'aspetto più triste - e preoccupante - dell'ennesima sconfitta degli azzurri di Allegri.
C'è un episodio che racconta lo stato d'animo della squadra, il legittimo nervosismo che serpeggia tra i calciatori: sì, ci stiamo riferendo al diverbio di campo De Bruyne-Lucca. Un momento delicatissimo, questo, per il Napoli.
Ma è innegabile che delle spiegazioni ci sono. Allegri non ha mai, mai avuto la rosa al completo. Contro il Porto aveva un passivo di dieci uomini out per infortunio. Come si può parlare di alibi, in questo caso? Senza risorse umane, diventa impossibile portare a casa il risultato.
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E non si può certo dire che il Napoli nel primo tempo non abbia provato a lottare. Ma poi nel seocndo è sparito, letteralmente, dal campo.
Napoli, è crisi profonda: le prestazioni peggiorano di volta in volta
Dal Corriere dello Sport: "Hanno visto il drago e anche i mostri. Porto non è Eindhoven, ma il 4-1 è altrettanto doloroso e la sconfitta è anche molto più pericolosa per troppi motivi e per il finale tristissimo: il Napoli va a testa bassa sotto il settore ospiti e i tifosi cominciano a cantare forte «Vergognatevi» e «Andate a lavorare». Non era accaduto neanche dopo i sei pugni in faccia dal Psv. Ma la situazione, già tesa ieri nonostante la serenità ostentata da Allegri martedì in conferenza, comincia a essere davvero preoccupante: settima sconfitta su 14 partite, la terza su quattro partite di Champions e la seconda in quattro giorni dopo quella con la Juve. E lo scambio di parole finale poco amichevole tra De Bruyne e Lucca, due compagni, è il sipario più amaro. Questa volta gli infortuni non sono un alibi ma un fatto oggettivo che ha ridotto la rosa ai minimi storici, d'accordo, ma ai numeri tremendi si accompagnano prestazioni ogni volta peggiori. Il Napoli è venuto fuori a testa alta nel primo tempo, ma al minuto uno della ripresa è letteralmente sparito, come sopito per la fatica psicofisica, sotto le onde dei portoghesi indiavolati di Farioli".Il quotidiano sportivo nazionale fotografa il triste momento degli azzurri: decimati dagli infortuni, ma anche incapaci di trovare le risorse mentali per poter reggere per 90'. Il Napoli prende un numero incredibile di gol nell'ultima frazione di gioco, ma anche qui il dato è facilmente spiegabile. L'ha fatto Allegri in conferenza: senza cambi non si va da nessuna parte. E i cambi non ci sono.
E' un dato oggettivo, non una giustificazione figlia del troppo amore per la squadra o dell'incapacità di mettersi in discussione. Tutt'altro.
I calciatori hanno fatto il mea culpa ai microfoni delle tv nazionali: Politano ha chiesto scusa, Hojlund ha diviso le responsabilità tra tutti, Società compresa, McTominay fa difficoltà a spiegarsi questo terribile momento.
Tutte valutazioni giuste, condivisibili. E ora? Ora c'è la Lazio capolista di Gattuso, e poi la sosta. Durante la quale si potrà recuperare qualche indisponibile. Ma al momento il futuro è grigio, grigissimo. E bisognerà provare ad uscirne tutti insieme: calciatori, staff tecnico e società. Al di là dei legittimi nervosismi contingenti.
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