Nemmeno il tempo di sedersi che Romelu Lukaku lascia subito il segno. Entrato a gara in corso, Big Rom impiega meno di un minuto per trovare il gol e rimettere in carreggiata un Belgio apparso a lungo spento e poco incisivo. Una zampata da attaccante puro che non cambia solo il punteggio, ma anche le gerarchie e le prospettive dell’attacco dei Diavoli Rossi. Il Mattino ha parlato del lavoro dell'attaccante:

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Lukaku entra e cambia tutto: gol lampo e Belgio risvegliato – Il Mattino
"Nemmeno il tempo di respirare. Soltanto il tempo per fare quello per cui è stato progettato: gol (la Fifa assegnerà autorete di Hany). A Rudi Garcia sono serviti 66 minuti per scongelarlo dalla panchina, a Romelu Lukaku sono bastati meno di 60 secondi per fare subito centro e rimettere la chiesa al centro del villaggio, come direbbe il suo ct. Certo, quello di Lukaku è un gol che non sposta il giudizio sulla gara complessiva di un Belgio così pieno di talento che ogni occasione mancata diventa uno spreco. Ma di sicuro è un gol che sposta - e di parecchio - le prospettive di Big Rom e le gerarchie dell’attacco del Belgio. Perché quando tutto sembrava perduto, quando alla quasi perfezione tattica dell’Egitto si aggiungeva la sfortuna del Belgio per una punizione calciata sul palo da De Bruyne, arriva Lukaku che con il suo fisico da panzer va a occupare quella voragine che la batteria di trequartisti di Garcia aveva lasciato sguarnita al centro della difesa egiziana. D’altra parte Big Rom è fatto così, gli basta poco. Ma se gli concedi una frazione di secondo, un centimetro di vantaggio, uno spiraglio per respirare, si prende tutto quello che può e non restituisce nulla al legittimo proprietario. Tirannico come è, sotto porta non conosce altra legge che non sia quella del gol. Poche scuse, poche parole, tanti fatti e tanti saluti. D’altra parte per un anno intero si è dedicato a questo appuntamento, il Mondiale, e alla prima occasione si è fatto trovare pronto: una zampata e palla in rete. A Napoli non lo ha visto quasi nessuno da quel 14 agosto 2025 quando si è accasciato sul prato verde del Patini di Castel di Sangro. Una sola apparizione, seppur pesantissima, con un gol allo scadere contro il Verona. Una giocata che per molti aspetti ha ricordato parecchio quella con la quale ha riportato in partita il Belgio ieri contro l’Egitto (1-1). Perché Lukaku è come se riuscisse sempre a farsi calamitare verso il pallone della gloria. Il suo impatto sulla partita di Seattle ha l’effetto della siringa di adrenalina in pieno petto a un Belgio quasi boccheggiante sotto il sole di Seattle. Dopo il pareggio, infatti, i Diavoli Rossi che sembravano moribondi ritrovano verve, spinta e spirito di squadra. Tutti attorno a Big Rom, catalizzatore di palloni e di emozioni. E così quello di Lukaku è l’unica faccia luccicante di una Golden generation che per lunghi tratti della partita è sembrata opaca e sbiadita".
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