Calcio Napoli 1926 Rassegna Crollo Napoli, il Mattino controcorrente: "Squadra semi-eroica". Allegri con le mani legate

Crollo Napoli, il Mattino controcorrente: "Squadra semi-eroica". Allegri con le mani legate

Emanuela Castelli
Il Napoli crolla anche con il Porto, gli infortuni non sono un alibi ma una spiegazione

Il Napoli perde - con il Porto - la sua settima gara sulle 14 fin qui disputate, e vede aprirsi in modo ufficiale una crisi, i cui segnali erano stati evidenti fin dall'inizio della stagione del centenario, fin qui di certo non onorato a dovere.

Eppure il Napoli ci prova, prova a resistere ai colpi dei padroni di casa, risponde con McTominay alla rete del vantaggio dei ragazzi di Farioli e tiene apertissima la gara fino al 71', quando Gabri Veiga decide di dare un altro dispiacere a De Laurentiis, dopo il no di qualche sessione di mercato fa per i soldi arabi e di dare il la alla quasi goleada del Porto.

Il Napoli vede complicarsi molto l'accesso ai playoff di Champions, ma soprattutto è il campionato a preoccupare: gli azzurri sono ottavi, a 14 punti e a -14 dalla capolista Lazio, che tra l'altro arriverà all'ombra del Vesuvio proprio domenica, prossima avversaria di un Napoli a pezzi.

Crisi Napoli, ma i motivi ci sono

Non si butti però il bambino con l'acqua sporca, questo sembra dire il Mattino, quando oggi definisce il Napoli una squadra semi-eroica. Già, perché le "attenuanti" o spiegazioni di questa crisi nera ci sono, e non sono da addossare tutte ad Allegri, che si trova a lavorare con dieci uomini in meno e che non ha mai avuto la rosa al completo, neanche nei ritiri estivi.

"I tifosi presenti al Do Dragao non perdonano: «Andate a lavorare» cantano al fischio finale. È quello che Allegri ripete da tempo, l'unica strada. Ma con una squadra in emergenza si fa fatica pure in quello. Una squadra semi-eroica che crolla sotto i colpi di un avversario più fresco, più in palla, più tonico, più lucido per tutta la gara. L'unica reazione, il giorno dopo, potrebbe essere il rammarico per aver regalato al Porto la prima vittoria europea. L'unico sollievo, sempre il giorno dopo, potrebbe essere l'idea di avere ancora vita nel torneo quando sei arrivato alla metà esatta del maxi-girone europeo".

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Lavorare sì, ma come? Con i ragazzi della Primavera? Con i "superstiti" che sono spompati per il troppo - inevitabile - utilizzo? E con lo spettro di nuovi infortuni?

Insomma, Allegri avrà anche le sue chiare responsabilità, ma è inevitabile concludere che senza uomini non possa fare molto di più.

Il calendario adesso recita Lazio e poi sosta Nazionali. Che stavolta arriva davvero al momento giusto. Per spezzare la striscia negativa, per ritrovare qualche infortunato, ma anche e soprattutto per riflettere sul futuro.

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