Un'ora e dieci minuti complicati quelli trascorsi dalla scheggia impazzita di casa Napoli sul terreno di gioco: costantemente raddoppiato dai giganti della retroguardia capitolina, non riesce a trovare chissà quali spazi liberi. Ciononostante, se la cava discretamente nel ruolo di 'boa', proteggendo diversi palloni che giungono dall'alto e direttamente dalla propria area piccola, oltre che guadagnando un buon numero di falli. Ottime capacità di adattamento.
calcionapoli1926 primavera Roma-Napoli Primavera, le pagelle: Prisco lobotkiano! L’indispensabile De Chiara, Ferrante acerbo
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