I potenziali investitori privati, da Milano a Roma e Firenze, ci sarebbero pure.
“Non c’è dubbio. Io ho sofferto l’iter molto lungo per arrivare alla nomina del commissario straordinario, Massimo Sessa. Avrei voluto nominarlo subito, ma devo dire che avrei anche voluto più supporto dalla Federazione. Non ho mai sentito convinzione da parte della Figc, per un commissario che da anni abbiamo auspicato: non l’ho mai apprezzato, come non l’ho apprezzata per la nuova commissione indipendente per il controllo dei conti dei club. Quando abbiamo fatto passi avanti sul principio della trasparenza, c’è qualcuno che, in un’intervista, ha parlato di figuraccia mondiale. O il sistema trova un’armonia, o rischiamo un confronto che cercherò di superare come sempre, ma mi auguro che non si confonda la capacità di mediare con debolezza. Non sono più nella condizione di attendere: ho 14 mesi prima di chiudere il mio mandato, non posso farlo senza aver sistemato un problema che conosco molto bene e che è datato da prima del 2010. Non ho voglia o possibilità di forzare la mano, ma non posso essere passivo aspettando che qualcosa succeda e sperando che sia diverso dalle altre. Arrivare al 22 giugno per me è un errore. Io avrei preferito componenti che non convergessero sul nome, ma divergessero. Io non voglio forzare la mano, ma ricordiamoci che nel 2017 il ministro Giorgetti fu costretto e diede impulso a una riforma. Io non voglio essere costretto, ma mi appello al senso di responsabilità. Non voglio entrare sul tema delle nomine, ma ho bisogno della certezza che questa volta non facciamo finta”.
Le Olimpiadi invernali sono andate molto bene, ringraziamo il presidente della Fondazione Milano Cortina (Malagò, ndr).
“Ringraziamo lui e tutta la squadra. Tutti hanno fatto benissimo, e questo perché non ci sono state fughe in avanti”.
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