Beh, la Turchia sì.
“Ha interrotto il campionato in una giornata, poi si è resa conto che non sarebbe servito a niente per i calciatori che militano all’estero. Stiamo studiando dei meccanismi per favorire il fatto che le squadre italiane abbiano più calciatori italiani: stiamo cercando di rendere, non dico vantaggioso, ma almeno neutrale, preferire gli italiani agli stranieri. Oggi è molto più conveniente puntare sugli stranieri”.
Tra i problemi c’è il ritardo sugli stadi?
“È un tema che vede l’Italia dietro a tutto il resto d’Europa. Ringrazio il ministro Abodi (presente in platea, ndr) perché finalmente abbiamo un commissario straordinario: oggi ci allarmiamo per gli articoli che leggiamo su Euro 2032, ci auguriamo che arrivi una primavera sugli stadi, tra pochi mesi avremo la verifica con l’UEFA. Non vorremmo rinunciare agli Europei perché non abbiamo gli stadi, sarebbe un altro danno enorme”.
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