calcionapoli1926 editoriali La pennica pre-pranzo di una domenica diversa, a Pisa “Era già tutto previsto”

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La pennica pre-pranzo di una domenica diversa, a Pisa “Era già tutto previsto”

Sara Ghezzi
Una vittoria in pantofole per gli azzurri

Il Napoli a Pisa aveva un'unica missione, portare a casa i tre punti che sarebbero valsi per l'aritmetica Champions League. Oggi la prestazione non era il tema centrale, perché parlando chiaramente l'avversario non era dei migliori. Ormai ampiamente retrocesso senza aver mai dato segnali vitali in tutta la stagione. Ma gli azzurri sono stati autoritari e hanno chiuso la pratica già nel primo tempo in 6 minuti con il colpo da biliardo di McTominay e il volo di Rrahmani.

La pennica pre-pranzo, poi il risveglio con le parole di Conte

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Diciamoci la verità, ultimamente, la Serie A non sta regalando grande emozioni, le partite sono alquanto noiose anche quando finiscono con tre gol come in questo caso. Poi ci si mette l'orario non dei migliori con una pennica che questa volta è arrivata prima del pranzo. Il primo tempo è filato liscio, meglio del pallone sul campo dell'Arena Garibaldi veramente impresentabile per la Serie A, con il Napoli che ha corso l'unico pericolo sul finale dopo l'ennesimo errore stagionale di Buongiorno, diventato solo un ricordo grazie allo "scarso" portiere Meret. Il secondo tempo ha avuto un guizzo toscano all'inizio anche quello disinnescato dal portiere scarso di prima e poi nulla di più. Una frazione di gioco di totale gestione da parte degli azzurri che al 91' si sono tolti la soddisfazione di calare il tris con Mazzocchi al suo primo assist e Hojlund che ha festeggiato il suo acquisto definitivo da parte del Napoli sbloccandosi dopo due mesi. Infondo "Era già tutto previsto"!

E fu così che il "disastroso Napoli" che tanti hanno criticato si è preso la Champions e si avvicina al secondo posto, dopo una stagione che definire sfortunata è troppo poco. Il bilancio non può definirsi negativo, anche se troppi fuochi amici e non, vogliono raccontare altro, e forse questo è uno degli aspetti che non è piaciuto a Conte. La sua squadra è finita sotto accusa come se fosse 15esima, mentre altrove si esaltano per molto meno. L'obiettivo è stato raggiunto, il tecnico ha parlato sia al presidente De Laurentiis che in conferenza, parole che potrebbero essere d'addio, ma anche no, ma soprattutto ha lanciato un segnale chiaro a tutto l'ambiente poi sta a noi altri comprenderlo. E forse la cosa più interessante di oggi è stata proprio la conferenza del mister azzurro.

Il campo ha detto quello che doveva, la partita ha messo in grave difficoltà anche gli appassionati più accaniti del calcio, ma era quello che serviva rimandando la pennica al pre-pranzo.


P.S. L'anno scorso abbiamo sentito ripetere in continuazione che il Napoli aveva vinto il campionato perché senza coppe, che con Conte non si poteva fare altrimenti, eppure quest'anno c'era una squadra, il Milan, con Allegri in panchina che non ha fatto lo stesso, eppure nessun dramma. Forse è da questa riflessione bisogna ripartire a prescindere dal futuro di Conte, forse bisogna iniziare a capire che c'è da remare a favore e intanto con la Champions in tasca il futuro è già qui.

A cura di Sara Ghezzi

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