"Ora gioco all'attacco". La provocazione lanciata da Allegri dopo Napoli-Roma, insieme alle parole di Landucci ieri nel post partita, potrebbero essere segnali di una svolta
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"Ho cambiato modo di giocare, ora andiamo tutti all'attacco". Questa la risposta - chiaramente provocatoria - di Massimiliano Allegri alla domanda sui tanti gol segnati dal Napoli a discapito di una cura della fase difensiva non eccellente, una "stranezza", secondo i media e l'opinione pubblica, per una squadra allenata da uno come lui. Marco Landucci, allenatore in seconda che ieri ha sostituito Max in panchina a causa della squalifica rimediata proprio nella partita contro la Roma, ha rilasciato delle dichiarazioni nel post partita, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa:
"Facevo questa riflessione: una volta ci dicevano che vincevamo di corto muso, ora ci criticano perché prendiamo troppi gol. Ogni anno sempre lo stesso tormentone, per noi conta solo vincere, non c’è altra strada. Ognuno di noi decide chi ascoltare, noi continueremo a lottare perché abbiamo voglia di allenare".
Noi non siamo nella testa né di Allegri né di Landucci, non possiamo sapere cosa viene detto alla squadra, quali istruzioni devono essere seguite ma possiamo analizzare i dati: 11 gol nelle ultime 3 partite, contro Bodo Glimt, Roma e Monza. Le parole di Allegri e di Landucci, pur essendo chiaramente provocatorie, potrebbero nascondere un filo di verità: questo non è di certo un Napoli alla riscossa, ma è una squadra che si sta evolvendo e non vuole accettare passivamente l'avversario, vuole azzannarlo fin dai primi minuti con un atteggiamento propositivo. Dalle parole di Allegri si evince la consapevolezza di mantenere la solidità difensiva che ha sempre caratterizzato le sue squadre, ma anche la volontà di evolversi e di adattarsi al calcio moderno.
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