Allegri-Napoli, perché rischia di non funzionare
—D'altro canto, larga parte della piazza e degli addetti ai lavori è parsa particolarmente scettica in merito alla scelta del presidente De Laurentiis. Uno dei motivi è legato proprio ai risultati: paradossalmente, nonostante il suo passato sia estremamente di successo, le ultime stagioni hanno decisamente scalfito i meriti di Max, che in quattro anni tra Juve e Milan ha vinto solo una Coppa Italia, decisamente troppo poco per una piazza che vuole rimanere ai vertici del calcio italiano. Un altro punto potenzialmente debole è quello relativo alla capacità di presa che avrà sui suoi nuovi tifosi, molti dei quali sono ancora scottati dal lavoro eccezionale di Antonio Conte. Il rischio, molto tangibile, è che alle prime difficoltà Allegri possa soffrire un clima non tra i più comodi, con larga parte della tifoseria apertamente contraria all'arrivo di Allegri.
Ma come giocherà il Napoli targato Allegri? Altro che 3-5-2: Max sa adattarsi
—Ma la domanda che tutti si fanno è: come giocherà il Napoli targato Massimiliano Allegri? La parola d'ordine sarà pragmatismo: a differenza di quanto si sosteneva anche con Antonio Conte, maestro del 3-5-2, la sensazione è che Allegri dimostrerà di saper mettere in discussione i suoi principi tattici e confermarsi come allenatore camaleontico, in grado di spaziare dal 4-3-3 al 4-2-3-1 al 3-5-2 stesso in base all'organico e a disposizione e al tipo di partita da preparare. Con l'ingaggio di Conte, ci si aspettava un Napoli pronto a cambiare pelle e a passare da un 4-3-3, che da queste parti ha rappresentato un dogma soprattutto con Sarri e Spalletti, al 3-5-2, con cui il salentino aveva lavorato dappertutto, dalla Juventus all'Inter, passando per Chelsea e Nazionale. Tuttavia, in azzurro la musica è cambiata, con l'allenatore che ha conquistato lo scudetto proprio con quel 4-3-3 di sarriana e spallettiana memoria, seppur con un'impostazione molto diversa, che ha esaltato le caratteristiche di Lukaku, Raspadori, McTominay e Anguissa su tutti. Nella stagione appena terminata, invece, il sistema di gioco dominante è stato il 3-4-2-1: dopo aver meditato su un 4-1-4-1 con i Fab 4 tutti in campo, Conte si è visto costretto ad adottare questo nuovo modulo, reso inevitabile dai numerosi infortuni che hanno decimato la rosa nel cuore del campionato, da novembre in poi. La sensazione è che con Allegri si possa ritornare a un 4-3-3, abito tattico ideale per tanti elementi della rosa. Ad Allegri, infatti, tutto si può imputare fuorché un integralismo tattico mai esistito nei fatti. Max ha saputo sviscerare di tutto, dal 4-3-3 al 3-5-2 passando per un 4-2-3-1 memorabile ai tempi della Juve con Mandzukic esterno, uno dei capolavori più evidenti della carriera di Allegri. Detto che l'imminente sessione di calciomercato potrebbe stravolgere le carte in tavola, è plausibile aspettarsi proprio il 4-3-3 tanto decantato e amato. A difendere i pali, sarà ancora Vanja Milinkovic-Savic, alla sua seconda pagina del capitolo partenopeo. A proteggerlo, a oggi, potrebbero essere Di Lorenzo, Rrahmani o Beukema, Buongiorno - chiamato a riscattarsi dopo tanti passaggi a vuoto - e Gutierrez, che si candida a titolare da terzino sinistro. Le chiavi del centrocampo potrebbero essere affidate ancora a Stanislav Lobotka, anche alla luce delle condizioni precarie di Billy Gilmour, con De Bruyne e McTominay come box to box pronti a offrire qualità e quantità nelle trame del Napoli di Allegri, che davanti si affiderà a Rasmus Hojlund come terminale offensivo, supportato da due tra Neres, Alisson Santos, Vergara, Politano e Noa Lang, che insieme a Rafa Marin potrebbe rimanere in rosa, reduce dal prestito al Galatasaray.
A cura di Bruno Stampa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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