calcionapoli1926 editoriali Conte e Napoli, Amore senza Fine: il saluto a chi ci ha dato tutto!

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Conte e Napoli, Amore senza Fine: il saluto a chi ci ha dato tutto!

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Il saluto al comandante che ha amato questa terra e questa squadra con i fatti e non a parole
Sara Ghezzi

Ci sono momenti in cui indossare i panni della giornalista e tifosa è difficile, perché a volte il cuore prende il sopravvento rispetto alla testa. Questo avviene nei momenti degli addii, lo è stato con Sarri illo tempore, lo è stato con Spalletti ed ora, forse in maniera più forte lo è con Antonio Conte. Quest’ultima settimana Napoli è stata avvolta da un vento di malinconia, come se ci fosse la sensazione che un figlio prediletto sia pronto a fare le valigie per andare via.

Un amore nato subito a Dimaro

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Quando Antonio Conte è arrivato nell’estate del 2024 per tutti c’era la sensazione che quel nuovo allenatore sarebbe stato il salvatore che avrebbe permesso al Napoli di uscire dal fallimento della stagione precedente. Ma nonostante la consapevolezza di avere dalla stessa parte un fuoriclasse della panchina c’è sempre stato quel velo di ritrosia nel fidarsi completamente: “Però è juventino”. Ed è lì che è iniziato il primo “miracolo” di Conte. Già a Dimaro ha messo in chiaro le cose: “Avete qui sul palco il primo tifoso del Napoli”, senza smancerie che avevano caratterizzato esperienze passate, ma pura verità. Gli avevano chiesto di saltare al coro: “Chi non salta juventino è”, lui non lo ha fatto, perché non gli sono mai servite queste scenette, ma il cuore lo ha conquistato in altro modo, con la coerenza e difendendo contro tutti Napoli e il Napoli. La storia è nata lì, in Trentino, a chilometri di distanza, tra le montagne, lì Conte, nel suo primo approccio con il mondo azzurro, ha cancellato i pregiudizi, perché lì ha dimostrato che non serve fare il capopopolo per amare e difendere i colori che si rappresentano.


Conte ha sempre sottolineato di aver ricevuto un amore enorme prima ancora di fare qualsiasi cosa, un attestato di stima, ma forse anche una spada di Damocle che gli pendeva sulla testa. Lo scorso anno ha fatto di tutto per ripagare quel tifo vincendo uno scudetto che ha del miracoloso. Piangendo per il Napoli e lottando come un leone contro tutto e tutti. Poi le voci d’addio, mentre si festeggiava e quella parata con il pullman scoperto che forse ha cambiato le sorti del suo futuro. Un’altra stagione lo stesso amore, la stessa grinta, la Supercoppa, gli infortuni, le critiche, e il fuoco amico che lo bruciava, un fuoco che avrebbe meritato acqua per spegnersi, ma che l'ambiente ha voluto solo alimentare con fiamme troppo alte.

Conte contro tutti, ma a difesa del Napoli

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Ma Conte non ha abbassato la testa, non ha voltato le spalle, ha continuato a difendere Napoli, anche da sé stessa, ancora una volta senza grandi parole filosofiche, ma amandola come in pochi hanno fatto nella realtà. Antonio Conte, in due anni non si è mai nascosto in casa o nel centro sportivo, ha passeggiato per i vicoli, nei Quartieri Spagnoli, di notte, godendosi il silenzio sotto il murale di Diego, ha passeggiato per il lungomare, ha visitato Napoli sotterranea, Capri, Positano ed Ischia, ha mangiato in tutti i ristoranti, ha assaggiato quasi tutte le pizzerie, ha bevuto caffè nel bar più conosciuti, ha scelto il suo bar di fiducia sotto casa. Antonio Conte ha sorriso ai tifosi, non è mai venuto meno ad una foto o una richiesta di autografo, ha sempre avuto una parola per tutti coloro che volevano semplicemente un ricordo con il loro condottiero, nessuna barriera, un allenatore e la sua gente. Non c’è stato un giorno in cui non si sia fermato con i tifosi a Castel Volturno, sotto sole, vento o pioggia, ha vissuto pienamente questi due anni, come mai nessuno aveva fatto, anche chi oggi è cittadino onorario e filosofeggiava sulla bellezza di questa terra.

Il saluto a un uomo vero

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Antonio Conte oggi va via e lo fa da uomo vero. Perché non ha mai reso quest’avventura una questione di sceneggiate per “acchiapparsi” il popolo napoletano, non ha mai fatto il “gradasso” con le belle parole, Antonio Conte ha vissuto Napoli a pieni polmoni, ha imparato a ragionare come i napoletani, ha lasciato che le emozioni prendessero il sopravvento, ricordando le sue radici di uomo del sud. Si è illuminato dell’immensa bellezza di una terra che non è per tutti, ma è stata per lui, che oggi va via con gli occhi lucidi, perché non è una frase fatta quella di Siani: “Quando vieni a Napoli piangi due volte, quando arrivi e quando parti”. Piange Antonio, piangono Elisabetta e Vittoria, perché qui non sono stati mai ospiti, ma cittadini rispettosi senza chiedere mai nulla in cambio, perché avevano già tutto, una terra che non è loro ma che lo è diventata, un popolo che li ha resi parte integrante della famiglia.

Oggi chi scrive non ha voglia di fare la giornalista, di analizzare il percorso straordinario, ma minato da troppi che si sono sentiti in diritto di parlare, rendendolo nemico da combattere quando lui correva per far brillare Napoli, oggi voglio essere tifosa e ringraziare Antonio Conte, per quello che ha fatto per il Napoli, e forse in troppi non se ne sono resi conto, credendo che sia stata solo una vacanza, ma non è così e forse quando lo capiranno, e se lo capiranno, sarà troppo tardi. Oggi voglio fare la tifosa e ringraziare Antonio Conte con un pizzico di commozione di chi ha avuto il privilegio di essere tifosa, ma anche giornalista che lo ha vissuto da vicino consapevole che difficilmente ci sarà un altro amore così e i messaggi social, gli atti d’amore dei tifosi in questa lunga settimana d’addio sono la testimonianza, che una gran parte del popolo ha capito chi avevamo dalla nostra parte.

Antonio Conte, Napoli ti saluta con gratitudine e affetto, consapevoli che è Amore senza Fine!

A cura di Sara Ghezzi

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