Il primo cittadino sui social ha chiesto aiuto al Governo
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Lo sciopero degli autotrasportatori nel Sud Italia sta iniziando a far sentire pesantemente i suoi effetti. Il rischio è che il Mezzogiorno si paralizzi progressivamente e che le ripercussioni possano estendersi anche al resto del Paese. Una situazione che richiede interventi immediati e un confronto concreto tra le istituzioni e le categorie coinvolte. Ora dopo ora, infatti, le preoccupazioni aumentano e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha lanciato un appello attraverso il proprio profilo social, evidenziando il pericolo di una paralisi dei servizi e degli approvvigionamenti.
L'appello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi
«L’emergenza autotrasporto rischia di paralizzare Napoli e le altre città del Mezzogiorno. Gli approvvigionamenti alimentari sono sempre più difficili e iniziano a emergere criticità anche nei servizi essenziali, a partire dalla raccolta dei rifiuti. Con il sindaco di Bari, Vito Leccese, chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare l’incontro previsto per il 27 ottobre e individuare soluzioni immediate.Comprendiamo le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili, ma non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. Servono risposte concrete e urgenti».
La situazione è sempre più grave
Le difficoltà legate ai trasporti e alla distribuzione delle merci rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già delicata. Tra le principali preoccupazioni ci sono i possibili ritardi nelle forniture alimentari, le criticità nella gestione dei rifiuti e le ripercussioni sulla quotidianità di cittadini e imprese. Anche il settore dei carburanti è sotto osservazione, con segnalazioni di disagi e difficoltà di approvvigionamento in diverse aree. Il sindaco di Napoli si unisce così all'appello già lanciato dal primo cittadino di Bari, Vito Leccese, chiedendo al Governo di intervenire con urgenza e di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre. La protesta nasce da difficoltà economiche che gli autotrasportatori ritengono ormai insostenibili, ma il rischio è che a pagarne il prezzo siano soprattutto i cittadini, con conseguenze che potrebbero coinvolgere servizi essenziali e attività commerciali. Adesso servono risposte concrete e tempestive. Il tempo delle richieste e degli appelli deve lasciare spazio a un confronto capace di individuare soluzioni reali. Perché, mentre la tensione cresce e le preoccupazioni si moltiplicano, a essere in gioco è la quotidianità di intere comunità.© RIPRODUZIONE RISERVATA