Il tecnico sta convincendo il belga ad un cambio ruolo
Massimiliano Allegri, nel prepartita di Napoli-Frosinone, ha spiegato che il ruolo di play potrebbe rappresentare una soluzione per allungare la carriera di Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga, però, stando al racconto del tecnico, non sarebbe particolarmente convinto di questo cambiamento, preferendo giocare più vicino alla porta, da numero 10. Eppure, a conti fatti, le sue due migliori prestazioni stagionali, e forse anche da quando è arrivato a Napoli, sono arrivate proprio in quella posizione: contro il Frosinone e contro il Bodø/Glimt.
De Bruyne, e se davvero Allegri gli allungasse la carriera?
Allegri aveva già sperimentato una soluzione simile lo scorso anno al Milan con Luka Modrić, ottenendo risultati importanti e vedendo il croato tra i migliori interpreti della squadra. Con De Bruyne, invece, sta incontrando maggiori difficoltà nel convincerlo ad accettare questo nuovo ruolo, come dimostrato dalla prestazione contro il Villarreal. Partita dopo partita, però, il tecnico sembra riuscire a trovare la strada giusta. Contro il Bodø/Glimt, infatti, Allegri ha riproposto il belga in cabina di regia, affiancandogli Anguissa e McTominay. Il risultato? De Bruyne ha innescato i compagni con palloni che soltanto un fuoriclasse del suo calibro riesce a vedere, ma ha svolto anche un prezioso lavoro in fase di copertura, mostrando un'ottima condizione fisica e atletica.
Non è un caso che, con l'ingresso di Lobotka, qualcosa si sia perso sul piano della verticalizzazione. Lo slovacco è un giocatore formidabile, ma ha caratteristiche diverse e non possiede la stessa naturale propensione a cercare determinate giocate in profondità. La sua qualità resta indiscutibile, ma l'interpretazione del ruolo cambia e, con essa, anche il modo in cui il Napoli sviluppa la manovra. La partita contro il Bodø/Glimt ha dimostrato, dunque, che De Bruyne in quella posizione può rappresentare un'arma in più per il Napoli, dando ulteriore credito all'intuizione di Allegri. Il tecnico, nonostante le difficoltà incontrate in questa prima fase della stagione, potrebbe aver individuato una soluzione capace di valorizzare il talento del belga e, allo stesso tempo, di gestirne meglio le energie.
Se il belga dovesse convincersi definitivamente della bontà di questa soluzione, il Napoli potrebbe ritrovarsi tra le mani una risorsa preziosa. E chissà che questa nuova interpretazione del ruolo non possa davvero regalargli altri anni ad altissimo livello, con la stessa classe di sempre, ma qualche metro più indietro, a dettare geometrie e a distribuire magie.
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