I ragazzi di Allegri hanno dato una risposta, ma serve ancora altro per uscire dalla crisi

«Tu per me sei stata ossigeno puro». Una frase iconica di una serie conosciuta in tutto il mondo, che oggi sembra descrivere perfettamente il significato della vittoria contro il Bodo/Glimt per il Napoli. Una boccata d'aria dopo giorni in cui è mancato il respiro, segnati dalle sconfitte contro Villarreal e Venezia. Due cadute che hanno reso il clima pesante attorno ad Allegri e ai suoi giocatori, con la parola esonero che ha iniziato a riecheggiare senza lasciare spazio ad attenuanti. La sfida contro i norvegesi, per molti, aveva già il sapore di una sentenza.

La vittoria che allontana, almeno per ora, le sentenze

Il Napoli ha voluto rinviare questa sentenza. Ha voluto dimostrare di essere ancora vivo, di avere la forza per reagire a una crisi che rischiava di diventare sempre più profonda. Attenzione, però: il 4-3 contro il Bodo/Glimt garantisce alla squadra di Allegri una boccata d'ossigeno, un'iniezione di fiducia in vista della prossima sfida contro la Roma, ma non significa che tutti i problemi siano ormai alle spalle.

Al Maradona si è visto un atteggiamento diverso. Gli azzurri non si sono disuniti dopo aver subito per due volte il pareggio dei norvegesi e hanno trovato la forza di reagire. Un segnale importante, soprattutto per una squadra che nelle ultime uscite sembrava aver smarrito certezze e capacità di restare in piedi nei momenti difficili. Eppure, accanto alle note positive, sono riemersi gli stessi limiti che accompagnano il Napoli dall'inizio della stagione: tante occasioni create e poche concretizzate, una fragilità difensiva che continua a preoccupare.

Napoli Bodo/Glimt

Allegri, in conferenza stampa, si è soffermato proprio su questi aspetti. La sua squadra riesce a costruire numerose occasioni offensive, ma fatica a trasformarle in gol con la necessaria concretezza. Una mancanza di cinismo che rischia di vanificare lo sforzo. Contro i norvegesi fortunatamente, Scott McTominay ha ritrovato quell'istinto da killer sotto porta che troppo spesso è mancato agli azzurri.

Resta, però, il problema più urgente: la difesa. Ed è proprio qui che Allegri dovrà lasciare il segno. Un allenatore che ha costruito una parte importante della propria carriera sull'organizzazione difensiva non può non essere preoccupato dalla facilità con cui gli avversari riescono a trovare la via del gol. Ogni occasione concessa sembra trasformarsi in un pericolo concreto, ogni pallone che attraversa l'area azzurra alimenta l'incertezza. Non sempre sarà possibile segnare un gol in più per compensare le disattenzioni difensive. E quando anche l'attacco incontra difficoltà nel concretizzare quanto costruito, tutto diventa tremendamente più complicato. È questo il circolo vizioso dal quale il Napoli deve riuscire a uscire.

I primi punti europei

La serata di Champions League consegna, però, anche qualcosa di cui gli azzurri avevano disperatamente bisogno: i primi punti europei, che dopo le sconfitte contro Arsenal e Villarreal stavano diventando un miraggio, soprattutto alla luce della caduta contro il Venezia. Ma non solo. La partita contro il Bodo ha mostrato una squadra capace di reagire, di non arrendersi e di trovare le energie per rialzarsi anche quando la paura cominciava ad aleggiare sul Maradona.

È da qui che bisogna ripartire. Dalla consapevolezza che questa squadra può ancora crescere, recuperando la migliore condizione di quei giocatori rimasti a lungo lontani dal campo. Bisogna dare fiducia ad Allegri, un allenatore che sta attraversando un momento complicato e non ha ancora trovato la quadra e il feeling giusto, ma che ha alle spalle un curriculum importante. Bisogna affidarsi ai talenti della rosa e all'esperienza dei suoi senatori. Soprattutto, però, bisogna ritrovare la voglia di lottare tutti da squadra, tutti uniti.

«Tu per me sei stata ossigeno puro». La vittoria contro il Bodo/Glimt è questo per il Napoli: ossigeno per una squadra ancora in convalescenza, che ha ritrovato il respiro senza essere ancora fuori pericolo. Tre punti che possono restituire fiducia e indicare una strada, ma che avranno un significato reale soltanto se saranno seguiti da continuità. Perché adesso non basta aver ripreso fiato: il Napoli deve dimostrare di aver ritrovato la forza per camminare da solo, senza ritrovarsi, tra pochi giorni, a fare nuovamente i conti con la delusione e la rabbia.

A cura di Sara Ghezzi

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