Vucinic: “Lo scudetto perso nel 2010 è una ferita che non si rimarginerà mai”

Mirko Vucinic, ex calciatore di Roma e Juventus, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport in cui ha parlato di diversi momenti della sua carriera, tra cui lo scudetto perso con la Roma nel 2010. L’ex attaccante ha anche parlato del suo prossimo futuro da allenatore. Il montenegrino infatti è in procinto di ottenere il patentino. Proprio su questo argomento Vucinic ha scherzato prendendo in giro il suo ex allenatore Zeman, avuto sia al Lecce che alla Roma.

LE PAROLE DI MIRKO VUCINIC

Mirko Vucinic inizia l’intervista parlando del sogno di giocare in Serie A realizzato grazie al Lecce: “Da ragazzino il mio sogno era giocare in Serie A, all’epoca era il campionato più bello del mondo. Ho esordito in Serie A con il Lecce, poi sono andato sempre a crescere. I salentini mi hanno fatto crescere, mi hanno preso da bambino, arrivai qui a 17 anni. Devo ringraziare la società che mi ha messo sulla strada giusta. Gli attaccanti non si sono mai lamentati di Zeman? No, no si lamentano fino a sabato. Poi la domenica in campo è un altro discorso”.

LA ROMA E LO SCUDETTO MANCATO NEL 2010

“Lo scudetto perso con la Roma nel 2010 è una ferita che non si rimarginerà mai, mi dispiace tantissimo. Forse è stato il destino. La lite con Perrotta? È stata solo una discussione, come è normale che sia in qualsiasi squadra. Lui mi ha detto una cosa, io ho risposto. Sicuramente non avrei dovuto rispondere in quel modo, Simone era un leader di quella squadra, un giocatore con tantissima esperienza. 

La doppietta nel derby? Non mi aspettavo di vincere, nel primo tempo non girava nulla. Il mister ha fatto una scelta un po’ pazza togliendo Totti e De Rossi all’intervallo, poi per fortuna abbiamo vinto, con una mia doppietta.

La differenza fra Totti e Del Piero? Sono il calcio, sono poesia. Sono veri fenomeni, ma questo si sa. Io ho avuto la fortuna di giocare con entrambi, un giorno racconterò ai miei figli che ho giocato con loro. Sono due leader dentro e fuori dal campo”.

LA CARRIERA DA ALLENATORE

“Sto cercando di prendere il patentino. Mi piacerebbe allenare una squadra dove sono stato. Il Lecce lo porto nel cuore, mi ha cresciuto fin da bambino. Però adesso è presto, prima devo prendere il patentino. Sicuramente non vorrei assomigliare a Zeman (ride, ndr). Non so chi potrebbe resistere oggi al lavoro del mister. Tutti gli allenatori mi hanno dato ha dato qualcosa di importante. Io spero di eguagliarli al 30% e sarei veramente felice. Perché sono tutti degli ottimi professori del calcio”.

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