Uefa, Uva: “Ripartire nel rispetto della salute. Si può giocare anche dopo il 30 giugno”

“Ogni decisione che verrà presa avrà come principio base e inderogabile la salute pubblica”. Con queste parole e questa garanzia prende il via l’intervista rilasciata da Michele Uva alla Gazzetta dello Sport. Il vicepresidente della Uefa è intervenuto per analizzare gli scenari del calcio europei nei prossimi mesi. Non solo sui campo nazionale, con i rispettivi campionati, ma anche su quello europeo.

Le parole di Uva

Uefa, Uva

“L’Uefa è formata da 55 federazioni e deve tener conto di tutte le disomogeneità da un punto di vista sportivo e sanitario. Essere riusciti a mettere d’accordo tutte le componenti ed avere l’unanimità sulle decisioni prese è un enorme risultato politico. C’è un tavolo permanente per aiutare federazioni, leghe e club a riprendere e terminare i campionati inserendo nel mezzo i turni delle coppe europee. Prima i campionati e poi le coppe europee? Non necessariamente. 

Le coppe europee ripartono ma non il campionato, cosa succede? Dipende: se il campionato non si gioca per decreto governativo è un conto. Se invece c’è la possibilità di allenarsi e giocare ma il campionato è stato sospeso, un club può partecipare alle coppe. L’Uefa rispetta le scelte nazionali. Ci sono 55 Paesi diversi. Prendiamo atto se qualcuno non vuole proseguire. Non abbiamo potere coercitivo.

Lega Serie A? Il 30 giugno è la data che segna la fine della stagione sportiva, della chiusura dei bilanci e dei vincoli contrattuali dei giocatori. Per prolungare il termine di chiusura dei bilanci servirà un decreto legge per superare il vincolo civilistico. Per i contratti dei giocatori invece serve una disposizione della Fifa, ma c’è disponibilità a farla.

Taglio stipendi? Apprezziamo la disponibilità dei giocatori, ma l’Uefa su questo non c’entra nulla

Porte chiuse? Porte aperte e porte chiuse sono scelte dei governi nazionali. Proprio come accadde per Atalanta-Valencia e Liverpool-Atletico Madrid, partite che hanno creato polemiche. La speranza di tutti è tornare per gradi alla normalità. Nei momenti difficili come questo bisogna trovare unità e fiducia, mostrando responsabilità e credibilità. Questi sono i pilastri sui quali stiamo costruendo il futuro del calcio”.

 

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