Spadafora in Senato: “La Serie A riparte solo con protocolli per la sicurezza di tutti, eccessivo il dibattito sul calcio”

Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, ha rilasciato un’informativa al Senato. Queste le sue parole sulla ripresa del calcio in Italia.

L’INFORMATIVA AL SENATO DI SPADAFORA

Spadafora Senato

“Giornalisti e presidenti di Serie A hanno cambiato spesso idea. Noi, però, non ci siamo fatti condizionare dalle pressioni. Il calcio, quale sport di contatto, non consente di mantenere distanze. Inoltre dà vita ad assembramenti, per questo motivo nasce la necessità dell’autoisolamento. La sottovalutazione del problema ha portato alla quarantena di diversi club di Serie A e per questo vorremmo evitare di ritrovarci in questa situazione. Siamo consapevoli che terminare il campionato nasce da indiscutibili ragioni economiche”.

SULLE MODIFICHE AI PROTOCOLLI

“Le osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico saranno prese in considerazione dalla FIGC per consentire la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio. Nei prossimi giorni, invece, discuteremo della ripresa del campionato. lSe la Serie A dovesse riprendere lo farebbe dopo una serie di azioni e protocolli che avremo svolto e che avranno consentito la sicurezza per tutti. L’incertezza ha accompagnato l’Italia, ma non siamo l’unico paese. C’è chi ha deciso subito una data e chi ha bloccato tutto come Francia o Olanda. Abbiamo lavorato in queste settimane per dare risposte al mondo dello sport. In qualità di Ministro per lo Sport sono consapevole dell’importanza sociale ed economica del calcio, sarebbe paradossale se non ne riconoscessi l’importanza dati alla mano. Dà al fisco oltre un miliardo di euro all’anno, ma ho trovato eccessivo ed incomprensibile il dialogo governativo e mediatico. Ieri sono arrivate le valutazioni del comitato tecnico-scientifico sul protocollo FIGC. Ne voglio citare tre in particolare. In caso di anche solo un positivo, tutta la squadra dovrà andare in quarantena. La responsabilità dovrà essere dei medici delle società. Molta attenzione ricadrà sul numero dei tamponi fatti. Non vogliamo che impattino sulle esigenze generali dei cittadini”.

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