Serie A, l’opinione di Sileri: “Si può ripartire ma solo a porte chiuse. Sport amatoriale? Solo per 40 minuti”

Dopo le parole pronunciate, nella serata di ieri, dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, decidere cosa accadrà al calcio dipenderà dal governo. Una decisione non semplice da prendere quando la curva dei contagi sarà drasticamente orientata verso il basso. Tutto dipende dalla salute pubblica e deve essere orientata verso la tutela assoluta. Di questa opinione è Pierpaolo Sileri, viceministro per la Salute, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

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Le parole di Sileri

Serie A, le parole di Sileri

“Il numero dei contagi scende come quello dei pazienti in terapia intensiva. L’opera di contenimento sta avendo l’effetto desiderato. Adesso stiamo già pensando alla fase 2. Bisognerà sempre tenere la distanza sociale e l’uso della mascherine. Il problema restano gli sport di gruppo perché tornare alla normalità dipenderà soprattutto dai focolai che possono nascere nelle prossime settimane. Serve una posizione scientifica sul calcio con gli stadi che non possono ancora riaprire al pubblico. Far ripartire il calcio a porte chiuse è una reale possibilità ma da medico dico che potrebbe esserci comunque qualche problema.

Niente spettatori  ma ci sono ancora i calciatori che potrebbero entrare in contatto tra loro. Il protocollo è stato stilato in maniera appropriata, ma aspetterei ancora un po’ di tempo per valutare lo sviluppo dell’epidemia. Il numero di tamponi necessario potrebbe essere più alto di 1.400. Per quanto riguarda gli stadi, invece, è un problema relativo perché se non ci sono i tifosi dove giochi giochi, va bene uguale. Sport individuale? Si potrà praticare anche a livello amatoriale, ma non più di 40 minuti”.

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