Sacchi: “Bravo De Laurentiis. Voglio dare un consiglio a Gattuso”

Sono diversi gli argomenti che l’ex tecnico Arrigo Sacchi ha affrontato in occasione di un’intervista ai microfoni de Il Mattino. Tra questi focus sul Napoli guidato dal tecnico Gennaro Gattuso. Inoltre, l’ex allenatore ha analizzato le possibilità della squadra partenopea in Champions League. Gli azzurri sono attesi dalla sfida in casa del Barcellona dopo l’1-1 dell’andata.

“Tifo per Rino e spero che insista con la sua mentalità nobile: bisogna vincere con merito”.

Sacchi, l’analisi del passato del Napoli

Sacchi
Sacchi (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

De Laurentiis? È un presidente bravo, difficile, che guida la squadra di una città non facile e che mette al centro di tutto il bilancio. E quindi ogni suo obiettivo calcistico è conquistato con onestà. Perché io provo disgusto per chi vince indebitandosi. Non si vince in questa maniera. 

Ancelotti? A Napoli è stato accusato di una cosa che mai nessuno al mondo gli aveva imputato: di non saper gestire un gruppo. In tutto il mondo lui è famoso per questa sua straordinaria abilità. Prima o poi avrà una laurea ad honorem in psicologia.  Evidentemente le colpe non erano le sue, ma di qualcuno della squadra”.

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Sacchi, le parole sul Napoli di Gattuso

“Gattuso? Ha ragione ad arrabbiarsi quando non vede mentalità, quando non vede ordine, quando vede disattenzioni, quando si accorge che non c’è comunicazione. Il Barcellona non giocherà per lo 0-0. Non lo farà mai. Non fa parte della sua storia. Se il Napoli penserà solo a difendersi, se avrà il Barcellona tutto nella propria metà campo, prima o poi il gol lo prenderà. E Gattuso questo lo sa.

Futuro? Si stanno gettando le basi per un progetto interessante. Rino è straordinario, non si può non amare. È un ragazzo che dà tutto, sempre. E quando sei così, migliori. Come sta facendo. Tolga il tatticismo e dia uno stile. Ha il tempo e le capacità. Ha trovato una situazione molto complicata, ha gestito situazioni difficilissime. Mi piace perché ha modestia, entusiasmo, intelligenza. Sarebbe stato il mio calciatore ideale perché quando facevo le squadre li volevo così”.

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