Roma-Napoli, la tattica spiegata col subbuteo. Insigne, Zielinski e Mertens: si distribuisce bellezza! – VIDEO

Finalmente, il Napoli! In una delle migliori prestazioni della gestione Gattuso, gli azzurri dominano la Roma, aggiudicandosi per 2 a 0 lo scontro Champions. Dopo mesi di esperimenti, soluzioni di emergenza e discontinuità, sembra che Gattuso abbia trovato l’abito tattico a misura delle sue idee e del materiale umano a disposizione: non una questione di modulo, di numeri, ma una questione di scelte.

Finalmente il Napoli, una delle migliori prestazioni della gestione Gattuso!

Roma Napoli
(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

1-4-2-3-1 di partenza per il Napoli che alterna, tuttavia, come già visto nelle precedenti, un 1-4-1-4-1 nelle azioni di pressing per poi rimodellarsi in fase di non possesso con un accorto 1-4-4-1-1 con i due esterni Politano ed Insigne più stretti in linea mediana e Zielinski punta del triangolo di centrocampo con Demme e Ruiz. Quest’ultimo, inoltre, nella funzione di regista mobile della squadra, riesce a flettere i ritmi dello sviluppo della manovra, spaziando molto e giocando a meno tocchi rispetto al passato.

L’abilità della Roma di risalire il campo attraverso triangolazioni in fascia, attraendo l’avversario con l’abbassamento di uno dei mediani – in questo caso, Diawara – per liberare il trequarti e sprintare, non ha funzionato: a parte le importanti assenze di Veretout e Mkhitaryan, i giallorossi non sono riusciti a creare superiorità posizionale grazie all’intervento di Gattuso di raddoppiare sin da subito Spinazzola con un lavoro brillante di Hysai e Politano, facendo alzare Ruiz in pressione sul terzo o sull’abbassamento di Diawara. Dall’altro lato, lo stesso faceva Zielinski. E per entrambi i casi, a presidiare El Shaarawy o Pedro restava Demme.

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Le cose migliori, comunque, il Napoli le ha svolte in fase di possesso, muovendo palla velocemente e più in avanti rispetto al passato, manipolando il pressing ultraoffensivo della Roma con Insigne e Zielinski superlativi negli smarcamenti e nel relazionarsi tra loro. In ogni azione, c’è il loro marchio: un lusso per il livello tecnico di questa serie A.

Insigne, Zielinski e Mertens… che show!

Mertens
Mertens (Getty Images)

A ciò si aggiunga la comprensione del gioco di Mertens, che nonostante non sia al top della forma, risulta decisivo e soprattutto Politano, che non è più solamente un’ala dribblomane, ma un esterno d’attacco completo, migliorato sia nelle scelte offensive senza palla – si veda il taglio con assist a Mertens – e sia in fase di non possesso. La convocazione di Mancini la meriterebbe senza dubbio.

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È un peccato che la pausa delle nazionali avvenga proprio ora, nel momento più favorevole di rendimento del Napoli. Alla ripartenza, comunque, grazie a queste due importantissime vittorie, gli azzurri sono in scia di sorpasso: bisogna capire chi tra Atalanta, Juventus e Milan possa defilarsi.

Articolo a cura di Bruno Conte

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