Reina: “Per 25 minuti ho avuto paura. Non riuscivo a respirare. Napoli è la mia dimensione naturale”

La simpatia è quella di sempre e le parole sono quelle da leader. Come lo è stato quando indossava la maglia del Napoli. L’ex portiere dei partenopei, Pepe Reina, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. L’estremo difensore ha parlato di quanto sta accadendo in questi giorni ma soprattutto ha voluto tranquillizzare tutto sul suo stato di salute.

Le parole di Reina

Reina

“Non esco da diciotto giorni.  Però isolato lo sono stato dopo aver accusato i primi sintomi del virus.
Febbre, tosse secca, un mal di testa che non mi abbandonava mai, quel senso di spossatezza. L’unico spavento quando per venticinque minuti mi è mancato l’ossigeno, come se la gola si fosse improvvisamente ristretta e l’aria non riuscisse a passare. I primi sei, otto giorni li ho trascorsi chiuso in una stanza. Poi ho cominciato a uscire nelle ore notturne, quando i ragazzi e i miei suoceri dormivano. Qui Inghilterra, però, i tamponi li fanno esclusivamente ai malati gravi, nel mio caso non vi erano dubbi.

Capitolo Napoli? Napoli è la mia dimensione naturale, a Monaco me ne accorsi subito, mi resi conto che volevo una vita diversa, esattamente come quella che avevo lasciato. Non avrei potuto fare una scelta migliore, posso assicurare che non mi sono mai divertito tanto a giocare come nei tre anni di Napoli con Sarri. Lo spirito con cui ci allenavamo e giocavamo, e la qualità del gioco di quel Napoli. Non vedremo mai più una squadra muoversi in quel modo. Non c’erano primedonne, ma grande disponibilità, e umiltà, il nostro leader era il gioco che ci aveva insegnato lui. Cosa mi manca? L’appartamento a Posillipo, il sole. Ho letto che la vitamina D può essere importante nella riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale, incluse quelle da coronavirus.

Con Sarri al Chelsea? Nessuno dei suoi mi ha più cercato, tantomeno lui”. 

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