Prof. Tarro: “Il coronavirus non è la peste o il colera. Napoli? Mi piace molto”

Il professore Giulio Tarro è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo per descrivere la situazione sanitaria italiana in questi mesi condizionati dal coronavirus. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it:

“Sono per la ricetta israeliana: isolare gli anziani e far uscire i più giovani. C’è un approccio totalmente diverso da quello dell’Italia, loro hanno un morto ogni nostri 28 morti. Sono morti che potrebbero essere evitate. Ripartire con il calcio? In Danimarca i bambini sono già tornati a scuola, in molte altre parti non c’è stato nessun lockdown. Ai bambini e meno bambini, il sole e la luce fanno bene, abbiamo una mentalità deviata a far male“.

Professor Tarro: “Ritorno della Serie A? Si può giocare al Sud”

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NAPLES, ITALY – FEBRUARY 25: SSC Napoli supporters, one of them with a mask due to Coronavirus, show a scarf before the UEFA Champions League round of 16 first leg match between SSC Napoli and FC Barcelona at Stadio San Paolo on February 25, 2020 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

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“Delocalizzazione dai luoghi maggiormente colpiti? E’ una cosa di buon senso. In questa situazione ci vuole certamente una regionalizzazione. Il virus circola ancora abbondantemente al Nord, al Centro-Sud e le grandi isole hanno agito diversamente ed adesso si sta meglio. C’è un panico generale, il virus non è la peste o il colera. Non capisco perché la situazione è stata ingigantita in questo modo. Esistono anche antivirali naturali, ci sono accorgimenti che possono essere utilizzati. Napoli? Mi piace molto, in momenti di difficoltà sono stato anche a supporto del fondo salva Napoli. Però da bambino sono sempre stato tifoso della Juventus”.

Giulio Tarro è un illustre medico classe 1938, laureato all’Università Federico II con il massimo dei voti. E’ stato allievo di Sabin (il virologo cui si deve il vaccino contro la poliomielite) e poi due volte candidato al Nobel per la Medicina. Egli è stato colui che ha “scovato” il colera, fornendo un contributo imprescindibile per debellare l’epidemia.

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