Platini contro il VAR: “Utile solo per i gol in fuorigioco, il resto è lavoro arbitrale”

Michel Platini, ex calciatore della Juventus ed ex Presidente UEFA, è intervenuto al Festival dello Sport per parlare del VAR e del suo utilizzo. Secondo il francese il Video Assistant Review (VAR) ha ricevuto più compiti di quelli necessari, mentre doveva solo limitarsi ai gol non-gol e alle reti in fuorigioco.

LE PAROLE DI MICHEL PLATINI

Queste le parole di Michel Platini, ex Presidente UEFA: “Sono negativo sul Video Assistant Review perché non fa parte della nostra filosofia del gioco e dello sbaglio. Ha regolato qualche errore ma ne procura altri, distruggendo la posizione degli arbitri. Non risolve tutti i problemi. Se fai la sintesi di quello che è il VAR per le linee, gol e fuorigioco, va bene. Due cose complicatissime per gli arbitri da vedere. Per il resto, per i falli di mano, non ne ha bisogno. E’ il lavoro dell’arbitro vederli. Intanto però non si tornerà indietro.

Fossi stato io Presidente? Non l’avrei messo come prima cosa. Avrei fatto di tutto per far vedere che era uno sbaglio. Ho messo gli arbitri di porta per dimostrare che è una cosa difficile da vedere. Ho pensato che in un calcio umano di aggiungere gente umana, altri hanno pensato di aggiungere la televisione“.

SU MESSI, RONALDO E IBRAHIMOVIC

Platini inoltre ha anche parlato dei calciatori che hanno dominato questo ultimo decennio: Messi, Ronaldo e Ibrahimovic. Queste le sue parole: “Messi o Ronaldo? E’ difficile fare il paragone. Loro due hanno fatto grande il calcio degli anni 2000. Hanno fatto gol e vinto tanto. Sono due personaggi diversi fisicamente. Non li conosco, parlo tecnicamente. Sono stati fantastici tutti e due. Non sono uguali. E’ complicato dirlo.

Il calcio oggi è meno cattivo. Non ho mai visto Messi e Ronaldo in ospedale. Mentre quelli del passato lo hanno fatto. Oggi i calciatori sono più protetti: quello che abbiamo deciso dopo i Mondiali del 1990 ha aiutato il calcio. Oggi la tv protegge il calciatore, prima non c’era.

Ibra? Non ha mai sofferto di tutti quegli infortuni. Poi magari sono molto più preparati fisicamente. Noi arrivavamo a 17, 18 o 20 anni in un club venendo dalla strada. Tutto è fatto nel club affinché durino”.

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