Osvaldo racconta: “Stavano per uccidermi in un bar a Roma, chiamai Totti e De Rossi”

Pablo Daniel Osvaldo, attaccante del Banfield con un passato in Serie A (Roma, Inter e Juventus tra le altre) ed un passato sul palcoscenico come cantante, ha svelato alcuni retroscena della sua avventura italiana ai microfoni dell’emittente argentina TNT Sports. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it:

“Una volta ero in un bar di Roma e mi stavano quasi uccidendo – ha detto senza svelare ulteriori dettagli – Poi chiesi a Totti e De Rossi di accompagnarmi a sistemare le cose, non sono uno stupido. Totti? Gli dicevo che secondo me era cornuto, perché non poteva essere così perfetto – riporta Sportmediaset – Aveva una bella faccia, non voglio dare dettagli, ma era anche ben dotato nelle parti intime. Ed era il miglior calciatore con cui abbia mai a giocato. Aveva solo pregi, non aveva nemmeno l’alito cattivo per dire. E sua moglie…Qualcosa di brutto doveva pur averlo, no? Ma in realtà no, non aveva neanche le corna”.

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ROME, ITALY – NOVEMBER 30: Pablo Daniel Osvaldo of FC Internazionale celebrates after scoring the second goal during the Serie A match between AS Roma and FC Internazionale Milano at Stadio Olimpico on November 30, 2014 in Rome, Italy. (Photo by Claudio Villa – Inter/Getty Images)

Osvaldo duro: “Spero che Prandelli se la passi male”

L’attaccante italo-argentino si sofferma poi sulla delusione per la mancata convocazione ai Mondiali 2014 in Brasile. L’allora commissario tecnico Prandelli lo lasciò a casa dopo le grandi prestazioni durante la fase di qualificazione. Osvaldo non si è trattenuto: “Avevo fatto sei o sette gol nelle qualificazioni, ero il titolare e avevo la maglia numero 10, ma mi lasciò fuori perché i giornali gli dicevano che io ero argentino e andava convocato qualcun altro. Spero che Prandelli stia passando male la quarantena.

Quando mi chiamò per andare al Galatasaray gli dissi che non avrei accettato neanche per 50 milioni. La cosa brutta è stata che ho scoperto di non essere convocato dai giornali, non mi ha neanche chiamato. Ci sono rimasto malissimo, sono finito a piangere, volevo morire perché meritavo di andare in Brasile.

(Photo by Getty Images)
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