Osimhen, l’ex agenzia: “Cambio agente dovuto alla pressione del Lille, vi spiego. Napoli? Facciamo chiarezza”

Ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha rilasciato un’intervista Franco Iovino, membro della Star Factory, agenzia di procura che curava gli interessi di Victor Osimhen e che stava trattando col Napoli. Il ragazzo, da oltre una settimana, ha cambiato procuratore affidandosi a William D’Avila. Di seguito le sue dichiarazioni.

Osimhen Napoli, un membro dell’ex agenzia

Osimhen Napoli

“Osimhen è stato scoperto da Jean Gerard Benoit Czajka che si occupa dei giocatori della Nigeria. L’ha seguito molto bene e per tanto tempo, l’ha portato al Wolfsburg dove ha fatto buone cose, senza segnare tanti gol, dopodiché è stato portato al Brugge ma è stato bocciato. Al Charleroi è esploso in un solo anno. La mia agenzia l’ha sempre trattato molto bene, sono amareggiato per quel che poi è successo.

La questione D’Avila? Non si è ben capito cosa sia accaduto, forse un colpo storto di qualcuno: probabilmente i presidenti di Lille e Napoli. La trattativa è rallentata non per colpa della Star Factory, ma per il giocatore che continuava a tentennare. William D’Avila è un agente di casa al Lille, sicuramente la società avrà consigliato ad Osimhen di lasciarci perdere e di andare con lui, gli avranno promesso sicuramente soldi. Il Lille per qualche ragione voleva venderlo solo al Napoli, perché c’è un ottimo rapporto tra presidenti.

Noi non abbiamo sofferto, la Star Factory è una società tranquilla e facciamo le cose per bene, il calcio è così. Sicuramente arriveranno nuovi giocatori, al momento la mia azienda non ha nulla da rimproverarsi. Sono i club a doversi guardare allo specchio. Se Osimhen rischi qualcosa? Non so ancora come si pensa di agire. Stanno riflettendo, non so se hanno già fatto qualcosa.

L’anno scorso ho visto la Primavera del Napoli con il povero Baronio e non c’era un giocatore di livello. Com’è possibile? Non capisco. Bisogna costruire un centro sportivo per i giovani, prendere qualche giovane in Europa e fare un lavoro come hanno fatto in Francia ed in Belgio”.

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