NAPOLI OLTRE IL NAPOLI – Zio Rocco: “Io che sono tornato e l’emozione per quel gol di Insigne”

Per la rubrica “Napoli oltre il Napoli” ho incontrato Rocco Cannavino, in arte Zio Rocco. Mi ha accolto nel suo store di Pomigliano, nel suo laboratorio, nel posto in cui inizia la magia.

Vedere quei cornetti nella camera di lievitazione è stato come ricevere un regalo per Natale. Un prodotto da forno tutto home made e senza passare dal congelatore. E’ un vero privilegio. Essere al di là di quel grande vetro che separa la clientela mai stanca delle sue prelibatezze, ha avuto su di me un effetto catartico. Rocco è un giovane imprenditore che ha creduto in se stesso e che ha perseverato nei suoi obiettivi. Rocco è un uomo che dopo le esperienze all’estero ha scelto di tornare in Italia; non è uno che opta per le scorciatoie. Rocco ha investito sul suo territorio, e ne predilige anche il raccolto. Rocco è divenuto non solo il punto di riferimento per le voglie notturne ma è stato in grado di trasformare il suo brand in un fenomeno social.

È molto affascinante e questo non guasta affatto, ha un sorriso radioso e uno sguardo sincero. Fino ad ora avevo solo assaggiato le sue creazioni, dopo averlo conosciuto le mangerò da un altro punto di vista.

Zio Rocco chi è?

“Zio Rocco è un ragazzo dei quartieri che ha iniziato a fare questo lavoro a 14 anni. Ed oggi è divenuto una piccola realtà che inonda Pomigliano e la Campania con le sue prelibatezze notturne”.

Perché questo lavoro?

“Ho iniziato a 14 anni. Sono sempre stato affascinato dal mondo della ristorazione. Se non avessi fatto il pasticciere, avrei fatto il cuoco. Ho iniziato in una pasticceria nei Quartieri Spagnoli, lì per la prima volta ho messo le mani in pasta. Ho iniziato a sporcarmi con la farina. Quando ho capito che quel posto mi stava stretto, perché la mia voglia di scoprire e sperimentare era cresciuta, allora sono andato via. Ho iniziato a girare per l’Europa, toccando la Germania, la Francia, l’Inghilterra. Lo scopo era fare tanta esperienza e mettere da parte un po’ di soldi per tornare in Italia e aprire un mio locale. Purtroppo i soldi non bastavano per aprire il locale che avevo in mente, e così ho iniziato con un ingrosso per la distribuzione nei bar in Campania”.

Parlami del tuo sogno…

“Il mio sogno era il Lab Store e non solo. Il mio scopo era quello di valorizzare le materie prime del territorio. La pellecchiella del Vesuvio (albicocca che cresce solo sui terreni del monte Somma, perché ricco di minerali che sono presa ti solo in quelle zone), il latte di bufala del casertano, le nocciole di Visciano. Cerco sempre di utilizzare materie del posto, senza usare prodotti già confezionati. Questa scelta del km 0 mantiene anche i costi bassi consentono a me di lavorare con prodotti di eccellenza e garantendo sempre un prezzo adeguato alla clientela. Posso vantarmi di aver abituato la clientela ad un prodotto diverso come alla mia cioccolata fondente al 61% che ormai in tanti apprezzano. Grazie a questa grande vetrata noi abbiamo messo a nudo la nostra produzione e addio segreti tra il produttore e il consumatore”.

Perché il nome zio Rocco?

“Tutti i miei nipoti così mi chiamano e ho voluto lasciare questo nome che desse un senso di familiarità. Tutti quando vengono allo store dicono “vado da zio Rocco”. E’ come andare a casa di un parente”.

Tu che sei stato emigrante ma poi hai fatto rientro in patria, più di tutti sai cosa significhi l’appartenenza. Il Napoli è appartenenza, il calcio è legame

“Posso dirti che l’emozione che ho provato nel vedere il gol di Insigne contro la Juve è stata intensa ed indimenticabile . È stata l’apoteosi per ogni napoletano. Quella vittoria e quel goal rappresentano la partita della rinascita. Forza Napoli sempre!”

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