Claudia Vivenzio: “Napoli-Spezia? Una rondine non fa primavera, il problema non è il modulo. Giuntoli ha più colpe di Gattuso”

Il Napoli centra l’obiettivo e passa alle semifinali di Coppa Italia battendo per 4-2 lo Spezia. La giornalista Claudia Vivenzio però non si lascia completamente ingannare da questo successo e crede che i problemi della squadra azzurra ci siano, problemi non riconducibili esclusivamente al modulo.

Claudia Vivenzio: “La vittoria con lo Spezia non mi inganna!”

Claudia Vivenzio, giornalista di Calcionapoli1926.it, è intervenuta ai microfoni di Club Napoli All News in onda quotidianamente su Teleclubitalia ch. 98: “Col Parma sarà una partita complessa, non va dato per scontato l’avversario, e mi incuriosirà il modulo con cui schiererà i suoi mister Gattuso. È stato sorprendente quando, quest’estate, è stato esonerato D’Aversa per prendere Liverani, ma quando è stato richiamato sono stata contenta perché ritengo che abbia fatto un buon lavoro.

La Coppa Italia è un obiettivo stagionale, aver vinto 4-2 contro lo Spezia è il minimo sindacale, e non parlerei di ripresa. D’altronde, questo Napoli ci ha abituato a delusioni e buone prestazioni, non parlerei di ripresa completa anche perché all’orizzonte ci saranno partite importanti e difficili, che comunque non incideranno su Gattuso

Su Gattuso e Giuntoli

“Non ritengo ci siano allenatori che possano migliorare le sorti della squadra: credo che quest’estate ci sarà un cambio di allenatore ed un relativo cambio di progetto tecnico, che naturalmente non riguarda esclusivamente al mister, perché anche il direttore sportivo Giuntoli è stato nell’occhio del ciclone nelle ultime settimane: non ha mai dato la sensazione di poter far fronte alle ambizioni della piazza, nonostante avesse un budget più che cospicuo a sua disposizione”

Sul 4-3-3 e sul 4-2-3-1

“Il cambio di modulo e il conseguente passaggio da 4-0 a 4-2, in due minuti… sembra proprio la prova perfetta che Gattuso si ostini con un modulo non adatto agli azzurri. Mi sento però di sottolineare quanto il problema non sia il modulo. Siamo a due giorni da Napoli-Parma e dunque vorrei invitare tutti ad uno sforzo di memoria e di ritornare a Parma-Napoli di settembre. Una gara in cui il mister optò per il 4-3-3 con Mertens centravanti. Fino al sessantesimo fu una partita morta, lenta, moscia, poi con l’ingresso del nigeriano si passò al 4-2-3-1 e in quindici minuti il Napoli fece 2-0. All’epoca il 4-2-3-1 fu visto come salvezza, come arma dell’imprevedibilità opposta al 4-3-3 contestato e ritenuto troppo letto in Serie A. A distanza di soli quattro mesi si narra tutt’altra storia… dunque il problema non è affatto il modulo!”.

 

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