Il Mattino – Napoli, gli stranieri restano in città: la società non ha accolto alcuna richiesta. I motivi

Spunta un nuovo ed ulteriore caso di contagio da Coronavirus. Il primo in casa dell’Atalanta con la squadra in quarantena almeno fino al 27 dopo i casi esplosi nella compagine del Valencia. Si tratta del portiere dei bergamaschi, Sportiello. Una situazione che costringe la dirigenza e le rispettive società a vagliare attentamente tutte le ipotesi circa il ritorno in campo. Ma non solo, bisognerà capire anche quando sarà possibile tornare ad allenarsi presso i rispettivi centri sportivi. Per il momento, però, una sorta di obiettivo è stato definito. Non si ricomincia la preparazione almeno fino al 4 Aprile. In questi giorni il solo luogo dove sarà possible allenarsi sarà il proprio domicilio. Come stanno facendo i giocatori del Napoli, controllati via Skype da Gattuso, che proseguono il lavoro. Tabelle personalizzate, soprattutto per gli infortunati, e dieta ferrea. Tutto questo per non perdere la forma fisica in vista del possibile proseguo della stagione.

La richiesta

Ospina

Una situazione che inevitabilmente preoccupa numerosi calciatori. Come rivela l’edizione odierna de Il Mattino qualche calciatore del Napoli, in particolare gli stranieri, hanno valutato la possibilità di tornare presso le proprie città natali. Un pensiero a cui, però, hanno dovuto rinunciare per tre motivi. Il primo è legato al fatto che il Coronavirus è ormai una realtà presente in qualsiasi stato o continente. Il secondo è legato alla società che non ha alcuna intenzione di far partire i calciatori fino a quando non si saprà almeno se e quando si tornerà in campo. Inoltre, in caso di partenza, i calciatori dovrebbero vivere 14 in quarantena si all’arrivo nei propri paesi sia al ritorno in Italia.

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