NAPOLI OLTRE IL NAPOLI – Peppe Iodice: “Rivoluzionerei la squadra di Gattuso e vorrei rivedere il San Paolo pieno”

Per la rubrica “Napoli oltre il Napoli” ho incontrato Peppe Iodice, classe 1970, una vita dedicata alla carriera artistica. Innumerevoli i teatri che lo hanno ospitato. Peppe è l’emblema della semplicità: umile e sincero, un uomo che ha tenuto sempre duro, ha lottato per raggiungere i suoi obiettivi e alla fine la perseveranza e, nel suo caso, anche le grandi doti artistiche hanno avuto la meglio.

Grandi aspettative del pubblico per il nuovo spettacolo che avrà luogo al teatro Augusteo di Napoli, giovedì 23 e venerdì 24 gennaio alle ore 21:00, “Jody Beach Party”, di Lello Marangio e Peppe Iodice, prodotto da Claudio Malfi, con la regia di Francesco Mastandrea.

Peppe farà entrare la spiaggia nel teatro e il clima sarà ‘molto caldo’, anche in pieno inverno. Ho fatto una lunga chiacchierata con questo poliedrico artista e ha risposto senza remore alle mie domande. L’aspetto che più mi ha sorpresa è stata la sua inaspettata pacatezza, il tono della voce così modulato e sereno, seppur solare e vivace comunque distante dalle sue enfatiche esibizioni.

Quanto è stato faticoso far sì che il tuo nome diventasse noto?

“Ho una vaga cognizione che il mio nome sia noto. Lo intuisco ma mi rendo conto che ci sono sempre nomi più noti del mio e questo lo noto (ride, ndr).  Sono 30 anni che faccio questo lavoro, la mia forse è stata la gavetta più lunga del mondo. Mi sono accorto che qualcosa stava cambiando quando iniziavano a passare i miei lavori in tv o sul web. E non nego che ne sono stato molto felice”.

Adesso che sei grande puoi dire che i tuoi sogni si siano realizzati?

“In realtà devo risponderti di no. Perché lavorativamente non avevo sogni, posso però dirti che il fatto di poter vivere della mia arte, è una grande soddisfazione e ancor di più poter fare cose che mi piacciono. Ogni giorno si aggiunge un piccolo tassello al mio lavoro e ne sono felice”.

Quanto la notorietà ha cambiato la tua vita?

“Io faccio in modo che la cambi il meno possibile. Svolgo normalmente tutte le cose che facevo prima, poi il cambiamento c’è nei tempi: ad esempio, la spesa al supermercato, che anziché risolversi in 15 minuti diventa un’ora piuttosto che una corsa per prendere le bambine a scuola e poi arrivo in ritardo, perché qualcuno vuole fare una chiacchiera o una foto. Però ci sta è piacevole e lo faccio sempre con gioia”.

Cosa rappresenta per te la tua Napoli?

“La mia città è determinante, sarei stata un’altra persona se non fossi cresciuto tra Barra e San Giorgio. Napoli aiuta moltissimo ma limita un po’, però aiuta di più”.

Cosa rappresenta per te la fede calcistica per il Napoli?

“Rappresenta moltissimo, forse troppo. Condiziona dei momenti o parti di giornate, devo impormi di dire che la vita è anche altro. Io starei male per una sconfitta anche per giorni così come sarei euforico per una vittoria”.

Cosa cambieresti e cosa lasceresti così come è nella squadra?

“In questo momento cambierei tutto, farei una rivoluzione. Mi sono sentito un po’ tradito da calciatori che ho amato tantissimo e forse nel mio cuore ancora un po’ credo in loro. In questo momento vorrei dei calciatori che davvero amino la loro squadra o meglio che abbiano interesse a giocare bene e ad esplodere per la loro squadra. Un’altra cosa che voglio sperare e che i tifosi tornino allo stadio che tornino a cantare e a tifare, perché il Napoli senza i tifosi è pochissima cosa, d’altronde lo sta dimostrando negli ultimi tempi”.

CLICCA QUI PER SEGUIRCI ANCHE SU TWITTER

©RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE CALCIONAPOLI1926.IT

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy