“A Natale sono tutti più buoni, è il dopo che preoccupa…”. La mini-crisi del Napoli – EXPLICIT

Il Napoli pareggia al Diego Armando Maradona contro il Torino fanalino di coda della Serie A, in una serata scialba almeno quanto il gioco espresso. Se così si può definire il “dalla a me e dalla a te” messo in scena dagli uomini di Gattuso da qualche mese a questa parte ed in particolar modo nell’ultima gara del 2020. Dunque, gli azzurri scivolano nuovamente al di sotto della quarta posizione, quella che garantirebbe la qualificazione alla Champions League del prossimo anno.

Se non è crisi, poco ci manca.

E dire che tra sterpaglie e foglie, molto comuni in quel di Castel Volturno, il tecnico calabrese sembrava aver trovato quell’erba curativa utile a lenire le ferite causate da Ancelotti. Macché. Dodici mesi dopo, siamo punto e a capo. Ciò che anima non aveva, anima non ha. E ciò che tutti volevano vedere, De Laurentiis compreso, non si è visto. La Coppa Italia ha dimostrato di avere effetti oppiacei, che adesso, però, sono svaniti.

Il Napoli non dà seguito alla vittoria in tribunale

NAPLES, ITALY – DECEMBER 23: Gennaro Gattuso of Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Torino FC at Stadio Diego Armando Maradona on December 23, 2020 in Naples, Italy. (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Il verdetto del Collegio di Garanzia del CONI, che ha restituito ai partenopei la possibilità di giocare sul campo la sfida contro la Juventus, meritava sicuramente un seguito migliore. Un eco maggiore, rispetto al flebile sibilo emesso al minuto 92 da Lorenzo Insigne nella sfida dell’antivigilia contro i granata. Una delle notti più grigie, dopo (forse) una di quelle più azzurre della storia recente del club (per il valore politico della sentenza).

Dall’azzurro al granata fino al rosso. Il colore del Natale ma anche quello della passione che ci mette Gattuso (ma non basta!), e quello del sangue, il cui odore questo Napoli sembra proprio non riuscire a percepire, come testimoniano le parole di ammonimento pronunciate dall’allenatore durante gli ultimi mesi “Dobbiamo annusare il pericolo” o “Voglio vedere il veleno”. I sensi degli azzurri sembrano intorpiditi, e da parecchio. È una squadra troppo molle, poco aggressiva e dalla personalità intermittente. Problemi antichi che neanche il cambio di guida tecnica sembra aver risolto.

Come sugli alberi le luci in questo mese di dicembre si accendono e si spengono, così un grande Napoli timidamente si illumina in alcuni momenti per poi oscurarsi in modalità slowmotion. La più intensa, ma anche inesorabile.

La sosta natalizia arriva provvidenziale per il Napoli

La sosta natalizia arriva nel peggiori dei modi: due sconfitte e un pareggio nelle ultime tre partite. Tuttavia, giunge nel miglior momento possibile. Serviva staccare la spina, ricaricare le batterie dopo un’annata intensa, per riassestare un percorso vorticoso che è iniziato dalle macerie e che ora sta iniziando a mostrare le prime crepe. A partire dal 29 di questo mese, data in cui gli azzurri si ritroveranno, sarà necessario centrare la quadra del cerchio e che Ringhio faccia da psicologo prima a sé stesso e poi ai suoi calciatori. I quali dovrà spronare, indirizzare, formare dal punto di vista del carattere e della garra: non è più possibile vedere l’atteggiamento delle ultime uscite. Il non-gioco non è più tollerabile. All’orizzonte ci sono l’anno nuovo e cinque sgambetti (che portano il nome di Cagliari, Spezia, Udinese, Empoli e Fiorentina) in quattordici giorni. Verrà il momento della verità, per ora meglio fermarsi.

Provvidenziali arrivano le feste per ritrovare l’anima e la serenità, ma anche la salute, viste le condizione fisiche di Gennaro Gattuso, sofferente e poco incisivo alla guida del gruppo nell’ultimo mese. Causa la malattia all’occhio che si spera riesca a sconfiggere il prima possibile.

“A Natale son tutti più buoni. È il dopo che preoccupa…”

Un augurio di pronta guarigione al mister, una delle persone umanamente più grandi nel mondo del calcio, che si spera riuscirà a diventare altrettanto grande in termini di risultati ottenuti. Inoltre, a lui, alla squadra e alla società si augura un felice Natale ed uno splendido 2021, con l’auspicio che sarà l’anno della consacrazione di un progetto che, al momento, stenta a decollare.

a cura di Giuseppe Canetti

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