Gattuso, numeri e statistiche: l’allievo che supera il maestro Ancelotti

Dall’11 dicembre Gattuso si è ritrovato a dover scalare una grossa montagna, un Napoli perso e smarrito: i numeri e le statistiche però sono dalla sua

Napoli, numeri e statistiche di Gennaro Gattuso

Il 10 dicembre 2019 arriva un comunicato della SSC Napoli. In questo comunicato si apprende una notizia spiazzante ma della quale si parlava da qualche tempo: Carlo Ancelotti è esonerato. Di fronte a tale comunicazione la prima reazione è uguale: incredulità. Il Napoli ha esonerato il blasonato quanto pluripremiato Carlo Ancelotti. Molti stentano a crederci ancora. Ma la storia è andata proprio così. Anzi, la storia è stata ancora più bizzarria. Il suo erede è stato il figlioletto Gennaro Gattuso. Il figlio calcistico del mister ha preso proprio il suo posto. Qualcuno parla di patricidio, qualcun altro parla di passaggio di testimone, altri alludono alla metafora dell’allievo e del maestro.

La storia del nuovo tecnico del Napoli però è tutta da scrivere. E di fronte a sé ha un bel lavoro da compiere. Si presenta in maniera netta e chiara, in linea con la sua persona: “Bisogna pedalare, pedalare e pedalare”. Questo è il “must”. Non ci sono sconti per nessuno: testa bassa e pedalare.

Il lavoro da compiere però è tanto e tortuoso. Ringhio deve lavorare sulle gambe dei calciatori ma soprattutto sulla testa. I giocatori sono sfiduciati e hanno le idee confuse. L’esordio col Napoli infatti non è dei più felici: perde per 2-1 in casa contro il Parma. La squadra di D’Aversa agguanta il risultato nel recupero e gli azzurri vengono beffati proprio mentre cercavano la rete del vantaggio.

Alla seconda di Gattuso, la fortuna pare girare dalla parte del Napoli per una volta e sono proprio i partenopei che riescono a porta un +3 a casa contro il Sassuolo grazie ad un autogol di Obiang. Il mister però non è completamente soddisfatto, non si fida dei propri calciatori e lo ripete in ogni conferenza stampa.

Arriva infatti una striscia completamente negativa con tre sconfitte: Lazio, Inter e Fiorentina. Unica nota positiva la vittoria in Coppa Italia contro il Perugia. I risultati però sono pessimi, in sei apparizioni, Gattuso ha rimediato soltanto 2 vittorie e ben 4 sconfitte. Si parla già di panchina traballante.

LA SVOLTA

Poi però, d’improvviso, qualcosa cambia. Gennaro Gattuso si fa sentire. Scuote una ad una le teste dei giocatori: così non va, c’è bisogno dell’inversione di marcia. C’è la Coppa Italia e può essere, per il Napoli, un’importante competizione soprattutto in vista della possibilità di accedere all’Europa League in vista di una classifica pessima. E’ una competizione all’altezza dei partenopei e che più che mai quest’anno può dare un po’ di luce. Inoltre Gattuso vuole far bella figura dopo le terribili apparizioni precedenti.

E così, come fosse una magia, il Napoli pare un altro. Arriva la vittoria contro la Lazio, i biancocelesti vengono eliminati dai quarti di finale. Questo Napoli convince e vince: con ordine, pulizia, compattezza (fatta eccezione dell’espulsione di Hysaj, riequilibrata dall’altra espulsione di Lucas Leiva).

Il Napoli è poi chiamato ad un’altra grandissima impresa: il match contro la Juventus. Classifica o meno, la partita contro i bianconeri non è mai uguale alle altre. Inaspettatamente gli azzurri conquistano un altro successo per 2-1. Si confermano poi a Genova contro la Sampdoria con una vittoria rocambolesca per 4-2.

Poi però uno scivolone enorme: la pesante sconfitta per 3-2 contro il Lecce. E così nuovamente il tecnico viene messo in discussione. Dal suo canto, Ringhio sottolinea che compiere un’analisi precisa di questo Napoli è impossibile. In allenamento le partite vengono preparate perfettamente, in campo qualcosa poi cambia. Non si fida di questo Napoli, non si fida dei suoi calciatori.

Da quel momento però, l’allenatore prende nuovamente in mano la squadra e la porta a ben 5 risultati utili consecutivi. Un filotto tutto positivo di vittorie: Inter (andata semifinale di Coppa Italia), Cagliari, Brescia, Torino. Tra questi successi, ce n’è un altro assolutamente fenomenale: il pareggio per 1-1 contro il Barcellona al San Paolo, gara valida per gli ottavi di Champions League. Una partita in cui il Napoli era dato per spacciato, ma che ha visto gli azzurri tener testa ampiamente ai blaugrana. Gattuso ha letteralmente neutralizzato il gioco di Setien, meritava forse qualcosa in più.

Poi però il mondo si è fermato. L’Italia, la Serie A, il calcio intero è stato interrotto a causa del Coronavirus. E neanche il Ringhio può impedire questo. Dunque i risultati positivi del mister si interrompono, per il momento, a questi.

E volendo fare un bilancio, in 15 presenze (mandato di 107 giorni) sulla panchina del Napoli, Gennaro Gattuso ha totalizzato: 9 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte. Il tutto con una media punti pari a 1,87 per partita, la percentuale di vittorie è del 62%.

Per tentare di dare un’idea più completa, si confrontino tali numeri con il precedessore, con Carlo Ancelotti. Pur dovendo prendere le dovute precauzioni viste le differenti situazioni e il tempo trascorso sulla panchina. Per il Re delle Coppe infatti, il mandato è durato ben 527 giorni (a differenza di 107). Dunque in 72 presenze sulla panchina del Napoli, Carlo Ancelotti, ha totalizzato: 38 vittorie, 19 pareggi e 15 sconfitte. Il tutto con una media punti pari a 1,85 per partita. Dunque di 0,02 inferiore all’attuale mister. Uno scarto che appare minimo.

Se però, si confrontano i due tecnici, su un campo più neutro i numeri sono un po’ diversi. Se infatti si prende in esame soltanto l’attuale stagione 2019/2020. Carlo Ancelotti conta 20 partite con una media punti di 1,65 per partita, con una percentuale di vittorie del 40%. Qui la differenza con Ringhio è notevole in quanto, come menzionato precedentemente, l’attuale mister in 15 presenze ha una media punti di 1,85 per partita e una percentuale di vittorie del 62%.

La strada però è ancora lunga e Ringhio ha ancora voglia di dimostrare tanto. Questo è solo l’inizio. Per quanto riguarda la sentenza, l’arduo giudizio viene lasciato, come sempre, ai posteri.

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