Napoli-Cagliari, la tattica spiegata col subbuteo: azzurri spreconi, ma Osimhen segna alla Cavani! | VIDEO

L’insostenibile leggerezza delle sostituzioni: Napoli spreca, il Cagliari ringrazia. È 1 a 1 al Maradona in una partita che fino al cambio insanguinato di Osimhen sembrava attendere solo il raddoppio degli azzurri, ma che in realtà ha rinvigorito il Cagliari, piazzando nei minuti di recupero l’inserimento giusto di Nandez.

Ristabilita la coppia titolare in mediana, Fabian e Demme, Gattuso lancia Lozano dal 1’. Al 1-4-2-3-1 del Napoli, Semplici sguinzaglia i suoi tre centrocampisti nel mezzo più un quarto, Nainggolan, per sfiancare la manovra del Napoli, aggredendo le fonti centrali di gioco (Fabian, Demme e Zielinski).

Napoli Cagliari, la tattica spiegata col subbuteo

Gol annullato ad Osimhen
(Getty Images)

 

Di fatto, il Cagliari con un robusto 1-4-5-1: Zappa da 4, Nandez sopra per raddoppiare Insigne; Pavoletti da boa per la risalita. In risposta, il Napoli favoriva la verticalizzazione dei due laterali, Di Lorenzo e Hysaj sistemati entrambi sulla linea di centrocampo in fase di possesso e liberi dato l’atteggiamento in pressione del Cagliari, verso Osimhen, brillantissimo nei suoi movimenti fuori linea. Ciò allungava le maglie dei reparti dei sardi e favoriva la creazione di 1vs1 per gli esterni. Peccato non aver capitalizzato il vantaggio tattico modulato.

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Su una rimessa pigra di Carboni, Demme recupera e dà a Insigne che serve Osimhen: gol alla Cavani: stop di destro e tiro preciso di sinistro. Poteva essere lo stesso spartito di Torino, ma gli azzurri sciupano e vedono annullare la seconda rete, superba, sempre di Osimhen.

Negli ultimi venti minuti, la gestione dei cambi non premia Gattuso: Mertens spaurito lì davanti, Politano fiacco e soprattutto il ritorno del Bakayoko pigro e non combattivo delle ultime uscite. Tante le transizioni positive sbagliate come imprecisa la gestione del pallone. La fisicità e il fervore del Cagliari schiacciano nel recupero gli azzurri. L’errore di Hysaj, nonostante una prova discreta, sul gol di Nandez è di essere troppo stretto nel guardare “solo la palla”, oltre che in ritardo. Il tuttofare uruguagio, tra l’altro, sarebbe perfetto in questa rosa.

Il pareggio non pregiudica il cammino Champions, a patto che sia davvero l’ultima volta per le prossime quattro gare a non disfarsi da soli. Essere una grande squadra dipende anche da questo.

A cura di Bruno Conte

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