NAPOLI OLTRE IL NAPOLI – Biagio Izzo: “Il teatro è il mio ambiente naturale. Io, un tifoso azzurro deluso”

In occasione del suo nuovo spettacolo “Tartassati dalle tasse”, ho incontrato, presso il teatro Magic Vision a Casalnuovo di Napoli, Biagio Izzo. A ricevermi per la nuova puntata della rubrica “Napoli oltre il Napoli, c’è la direttrice artistica Katia Iorio. Mi racconta che questa è la terza volta che l’attore replica e che per le tante richieste hanno confermato anche per una quarta data, il 12 marzo. Scambiamo poche battute e poi arriva Biagio Izzo.

Ci accomodiamo in platea e chiacchieriamo del suo nuovo spettacolo. È una persona simpatica, alla mano, riesce a fare la battuta in napoletano e allo stesso tempo utilizza un italiano senza inflessione dialettale. Racconta del suo amore per il teatro e della croce e delizia che sopporta per amore dell’arte.

Da che idea nasce “Tartassati dalle tasse”?

“Innanzitutto scritto da Eduardo Tartaglia, un autore giovane e molto bravo, con lui ho anche girato tre film. Carlo Vanzina scrisse il film “I Tartassati” con Totò e Aldo Fabrizi e a me questa parola rimbombava nella testa, volevo riportare a teatro quell’opera, ma recuperare i diritti di autore è stato impossibile. Così chiesi a Tartaglia di scrivere un nuovo testo. Quello trattato é un argomento che interessa tutti, le tasse sono il cruccio delle persone, di chi le paga e di chi non le paga. Abbiamo voluto esorcizzare una tematica che fa paura che in alcuni casi ha condotto anche a compiere gesti estremi. È un testo basato sui sentimenti. Fa riflettere, da un lato schiera un ristoratore di sushi (interpretato da me) dall’altro la finanza, in scena non abbiamo la presunzione di indicare se pagare o meno le tasse semplicemente mettiamo le persone nella condizione di riflettere. Mi sono infatti da un po’dato una linea guida. Voglio parlare dei fenomeni di attualità, ironizzandoli ed esorcizzandoli. Ho scoperto che anche in tal modo il pubblico mi segue e gradisce”.

Lo spettacolo sta riscuotendo successo enorme, non è solo destinato al pubblico campano: il tour girerà l’Italia. Quanto capiscono le altre regioni del nostro dialetto?

“Ci tengo a precisare che lo spettacolo ha la capacità di rendere tanto in dialetto napoletano quanto in italiano. Anzi ti dico di più, questo testo in italiano raggiunge il suo apice, sempre mantenendo là napoletanitá, ed utilizzando lo slang partenopeo che tanto piace e che però risulti comprensibile”.

Quanto è difficile imparare a memoria un intero spettacolo?

“È il mio mestiere, ci sono abituato. Devo però dirti che in scena aiuta molto anche la gestualità, c’è il collega che ti fa la battuta. Ci sono anni di esperienza che aiutano e sicuramente avere una buona memoria è una marcia in più”.

Messo di fronte ad una scelta: tra teatro e cinema?

“Sono due settori molto diversi, se dovessi proprio fare una scelta opterei per il teatro. É il mio ambiente naturale, mi piace il calore della gente, la risposta di gradimento è immediata. Il teatro è complesso: non si può barare, non si torna in dietro”.

Quanto la tua carriera ha influenzato la tua vita privata?

“Tanto, troppo. Ho due figli dalla prima moglie, che sono cresciuti solo con la madre. A casa non ci sei mai e quando ci sei vuoi fare troppo per colmare le mancanze e capita di sbagliare anche in quello. Ho altri due figli con la mia attuale moglie e anche loro sono cresciuti principalmente con la mamma. Io sono sempre in giro, ci sono poco purtroppo. Ho spesso detto che l’artista non può avere una famiglia e di questo in tanti mi hanno accusato, però è la verità. La famiglia soffre la tua mancanza e la vicinanza. Manca la quotidianità, per amore dell’arte si fanno scelte e rinunce che inevitabilmente si ripercuotono sulla famiglia. Bisogna come in tutte le cose trovare l’equilibrio”.

Come vivi l’attuale situazione del Napoli?

“Sono un grande tifoso, e sono molto deluso. Napoli e i tifosi non si meritavano questa situazione. Al contempo però voglio anche ricordare a tutti che mentre per noi il calcio è una passione per i giocatori è un mestiere e quindi è normale che ci siano malumori e momenti positivi e negativi, come d’altronde accade in tutte le professioni.”

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