Napoli-AZ rischia di diventare un nuovo caso: che calcio è questo? – EXPLICIT

Salvare il mondo del calcio non significa tirare avanti, bensì curarlo e valorizzarlo. Prima lo si capisce, meglio è. 

Explicit, Napoli-Az Alkmaar – Domani alle 18.55 è previsto l’esordio stagionale del Napoli in Europa League. Al San Paolo i ragazzi di Gattuso dovrebbero sfidare l’AZ Alkmaar. Tuttavia, non è certo che si giochi. La squadra olandese ha 12 calciatori indisponibili causa Covid-19, e la paura è che si possa trattare di un focolaio mobile, come accaduto per il Genoa. Intanto, il club è già atterrato a Capodichino. L’apprensione è tanta e qualcuno auspica l’intervento dell’ASL, mentre, in queste ore, la UEFA ha fatto sapere: 

“Non ci sono pericoli. Abbiamo creato un protocollo chiaro che è stato accettato da tutti i Paesi: la gara di domani si giocherà regolarmente. Non è stata presa alcuna decisione in senso opposto e non c’è l’intenzione di farlo da parte dell’Uefa. Siamo in costante contatto con il club olandese, che è stato chiaro nel suo comunicato e per l’Uefa la gara si disputerà. L’Italia non può opporsi al protocollo che è stato accettato qualche mese fa. Abbiamo lavorato sodo per crearlo e farlo ratificare da tutte le Federazioni e abbiamo raggiunto un punto comune che potesse aiutarci proprio in situazioni come questa”. 

Napoli-Az, è giusto che, ancora una volta, si parli di protocollo?  

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È giusto, ancora una volta, che si parli di protocollo?  

L’idea è che ormai non rappresenti più l’ultimo appiglio che il calcio ha per continuare a vivere. Questo non è pallone. Dando per scontato che le ASL abbiano tutto il diritto (e il dovere) di intervenire, bisognerebbe iniziare seriamente a pensare ad un cambiamento (del protocollo, ma anche del format delle competizioni) poiché, in un tempo radicalmente diverso a quello in cui è stato stilato, questo regolamento risulta attualmente inadeguato. Lo dicono i numeri del contagio, lo dice la storia recente del campionato, lo imporrebbe il buon senso. 

Se quella tra gli azzurri e l’AZ fosse una finale di Champions League, che partita sarebbe?  

Il calcio deve capire che è il momento di riflettere. Non deve continuare a correre in una sola direzione: rischia di farsi male, di sbattere contro il muro. Anche gli estremi difensori del mondo del pallone dovrebbero accorgersene: i paraocchi non sono mai serviti all’essere umano, che anzi, deve avere lunghe vedute e mirare a una programmazione pensata, non forzata, e al passo coi tempi. Il periodo è straordinario e necessita di visioni straordinarie. Peccato che, ancora oggi, dopo il ‘caso Genoa’ e ‘Juventus-Napoli’, ancora nulla sia cambiato.  

Si potrebbe iniziare a considerare seriamente l’idea di una bolla in stile NBA (non è possibile chiedere ai calciatori, pagati milioni di euro, un simile sacrificio?), o di un campionato di solo girone di andata che finisca a marzo, svolgendo nell’ultimo mese le competizioni internazionali (come fatto a Lisbona). In questo modo si avrebbe il tempo di recuperare le partite rinviate.

Si potrebbe pensare a tutto e al contrario di tutto. Qualunque cosa sarebbe meglio dell’inesorabile agonia degli ultimi tempi. 

Calcio & Salute

Juventus Napoli Asl
(Photo by Filippo Alfero – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

“Il calcio è la cosa più importante delle cose non importanti” [Arrigo Sacchi]

La salute va messa al primo posto: è la regola universale da non perdere di vista. Tuttavia, chi è innamorato di calcio e vive di calcio, non vuole vedere soccombere il tanto amato sport. Per questo motivo risulta necessario pretendere soluzioni sportive, non economiche o televisive. Bisogna esortare gli addetti ai lavori a intraprendere confronti costruttivi e non battaglie legali. Il pallone dei comunicati e dei tribunali non è più tollerabile.

I decisori sono ancora in tempo per rimediare: salvare il mondo del calcio non significa tirare avanti, bensì proteggerlo, curarlo e valorizzarlo. Prima lo si capisce, meglio è. 

a cura di Giuseppe Canetti

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