Milik: la triste (e grave) vicenda passata in secondo piano. Dove è finita la gratitudine? – EXPLICIT

Cari lettori di Calcionapoli1926.it, benvenuti al debutto della rubrica “Explicit”. Un appuntamento settimanale che si propone l’obiettivo di fare delle riflessioni, trattando gli argomenti in maniera critica e molto diretta.

In questo tempo dilatato e spasmodico, in cui domina la vicenda che vede coinvolti il Napoli, la Juventus e la Lega Serie A, un delicato argomento è stato quasi totalmente oscurato: la situazione di Arek Milik.

Il problema esiste, ed è grande e grave. Quello che non si riesce a capire è come sia possibile che un calciatore valorizzato, arricchito, atteso e curato (per ben due volte) dal Napoli, abbia potuto avere un comportamento simile nei confronti della società azzurra.

Il comportamento di Milik danneggia il Napoli

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(Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Quasi ceduto per due volte, e mollato in altrettante occasioni (da Juventus e Roma), il “Signor no” di questa sessione di mercato, ben consapevole della fine del suo ciclo all’ombra del Vesuvio, vorrebbe togliere al Napoli la possibilità di rientrare nell’investimento fatto qualche anno fa. Il polacco ha rifiutato il rinnovo del contratto (che scade il prossimo giugno) e svariate offerte che gli sono pervenute da altri club. In questo modo, avrà da gennaio la possibilità di accasarsi dove vuole gratis.

Euro più, euro meno? Questo potrebbe essere un motivo. Tuttavia l’idea è che si sia innescato una sorta di meccanismo infantile: un ‘piccio‘ che, un ragazzo di 26 anni con un portafoglio che gli è stato riempito di milioni, non potrebbe permettersi: i soldi comprano molte cose, ma non il ‘saper campare’. Dove è finita la gratitudine? Chissà. Una rabbia e un rancore immotivati visto il bene e la fiducia che ha ricevuto e che non ha contraccambiato.

Milik ai margini della rosa del Napoli

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Foto SSCN

Cosa accadrà da ora in poi è difficile da stabilire, ma ciò che al momento è chiaro è che in questa situazione ci perderanno tutti. Gli estremi per rivolgersi ai Tribunali, francamente, sembrano non esserci: Milik non ha danneggiato il Napoli nella sua immagine e viceversa. Ma soprattutto, legalmente il polacco è libero di fare qualsiasi cosa della sua carriera. Intanto è stato escluso dalle liste di Serie A e Europa League. Il Napoli, invece, probabilmente dovrà perderlo a zero, o accontentarsi di un minimo risarcimento a gennaio, periodo fino al quale l’ex Ajax andrà sempre in tribuna, guardando Insigne e Mertens, ma pensando a Ronaldo e Dybala.

Già, l’ha pensato e voluto. Allora se ne stia sugli spalti, si alleni in solitudine, esca fuori da quella bolla che avvolge i suoi compagni. Non li contagi della sua ingratitudine, che loro sì, quest’anno, sono determinati a fare bene e a non invischiarsi in ammutinamenti-bis o vari dissapori. Vada più spesso in Polonia e ci rimanga più a lungo, faccia shopping a Milano o vada a visitare Torino (sigh!). Faccia tutto ciò che vuole, stia anche a Napoli, che è una città di accoglienza e di tolleranza, ma non disturbi il Calcio Napoli. Ormai è chiaro: ha rifiutato la causa partenopea, la stessa che lo ha sostenuto per due volte dopo i gravi infortuni.

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Evidentemente la storia, ancora una volta, non ha insegnato nulla: Milik sarebbe pronto a imboccare la stessa via di Sarri e Higuain, entrambi scudettati e impacchettati senza diritto di replica. Niente (o quasi) di male, dal momento che è un professionista. Ciò che si chiede al polacco è di tornare ad essere prima uomo e poi calciatore.

“È due volte ingrato colui il cui insuccesso rende superflua l’ingratitudine”.

Nonostante tutto, ci si augura che questa massima non valga anche per Milik, che è ancora in tempo per capire che si può fare un passo indietro e che è possibile lasciare Napoli con decenza.

di Giuseppe Canetti

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