Milan-Napoli, la tattica spiegata col subbuteo: Zielinski è speciale… e che Hysaj! | VIDEO

La rincorsa Champions continua: un Napoli minimalista batte 1 a 0 i resti del Milan in una partita senza padrone, decisa da una folata in transizione positiva degli azzurri. Ammesso che il Milan fosse in riserva, il Napoli comunque ha dimostrato sommariamente di meritare il +3 in classifica, scaglionandosi sia offensivamente che difensivamente meglio rispetto agli uomini di Pioli.

Milan-Napoli, la tattica spiegata col subbuteo: Hysaj e Zielinski sugli scudi!

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Settimana tipo per Gattuso che prosegue col 1-4-2-3-1, preferendo Hysai a Rui sull’out di sinistra con Mertens che vince il ballottaggio con Osimhen. Per non far inclinare il piano gara sui binari preferiti del Milan che predilige attaccare “in lunghezza”, diretto, utilizzando gli smarcamenti combinati dei trequarti per lasciare spazio alle invasioni soprattutto di Theo, Gattuso ordina Demme in copertura stabile dinanzi al blocco difensivo, senza che quest’ultimo si muovesse nelle sue tipiche azioni di pressione alta.

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Lo scontro a centrocampo tra le coppie di mediani + il trequartista – Zielinski da un lato e Chalanoglu dall’altro – è stato determinante per le sorti del match: in costruzione, Pioli preferiva abbassare Tonali tra i due centrali cercando di irretire il pressing solitamente scoordinato del Napoli, ma, eccetto determinate situazioni, Gattuso ha optato per un pressing medio, meglio distribuito, con il triangolo Zielinski – Ruiz e Demme a schermare le linee di passaggio più pericolose su Kessie e il trequartista turco.

Dall’altra parte, lo sviluppo della manovra del Napoli, pur non ottenendo grossi vantaggi posizionali, soprattutto nel primo tempo, è stato più arioso, disinnescando a volte l’arma migliore del Diavolo di questa stagione: il pressing ultraoffensivo. In questo, hanno inciso le buone scelte di Di Lorenzo e Hysai in fase di possesso, trovando tracce esterne e diagonali libere. Da rivedere, la fase di rifinitura.

Politano rilancia gli azzurri in chiave Champions

Il gol, difatti, nasce da una ripartenza terminata da Politano su uno splendido filtrante di un Zielinski in stato di grazia: Milan colto impreparato sulla destra, avendo già Theo alto in ampiezza e Gabbia troppo stretto e dalla postura sbagliata nel ripiegare verso la porta.

Buono l’impatto di Osimhen sulla gara, avendo, come nella partita precedente, tanto campo a disposizione. Da giudicare negli incontri più chiusi. Meno quello di Bakayoko, a dieci dal termine, che rischiava di compromettere il risultato con un intervento maldestro in area. Purtroppo, ad oggi, sembra quello meno pronto e funzionale tecnicamente per il proseguo della stagione.

Vincere a San Siro non è mai semplice. Siamo entrati nella parte conclusiva del campionato e il Napoli sta recuperando pedine e certezze, mentre le altre cominciano a rifiatare. Basterà? È certo che i tempi degli esperimenti e nell’istituire un’identità tattica siano finiti: ora è importante solo il risultato finale. E il Napoli ha una rosa da primi della classe.

A cura di Bruno Conte

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