Marolda: “Ho ricordi straordinari che mi legano a Maradona. Il Napoli ora ha una rosa profonda”

Il giornalista Francesco Marolda ha rilasciato alcune dichiarazioni quest’oggi a Radio Crc su alcuni temi attuali del calcio italiano

Il giornalista Francesco Marolda ha rilasciato alcune dichiarazioni quest’oggi a Radio Crc su alcuni temi attuali del calcio italiano e in casa Napoli.

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Le parole di Marolda

“I ricordi più belli che ho con Maradona sono legati soprattutto a momenti vissuti insieme lontano dai campi di gioco, mi ricordo le cene vissute tra amici. A Diego piaceva molto cantare con il karaoke. Io non ero molto bravo, ma mi facevo trascinare lo stesso. Ricordo anche un’intervista realizzata alle quattro di notte. Eravamo a 100 chilometri da Napoli, alla fine facemmo un giro in città in auto. A dire la verità sono straordinari anche i ricordi in campo e soprattutto negli allenamenti, dove Diego si divertiva come un bambino. Il gol più bello di Diego è stato quello realizzato al Mondiale 1986 contro l’Inghilterra. In quella occasione sprigionò tutta la sua classe e tutta la sua potenza. A dire la verità, anche il gol su punizione contro la Juve fu una rete straordinaria. Lì sfidò le leggi della fisica. Negli spogliatoi Pecci, che gli toccò il pallone nella punizione a due, gli fece: ‘Hai visto che passaggio che ti ho fatto? Senza di me non avresti mai segnato’. Sono ricordi straordinari. Il suo addio? Non pesò il potere politico del Napoli, che in precedenza l’aveva coperto in tante occasioni. Molto probabilmente, come lo aveva aiutato in passato, in quella occasione il Napoli decise di abbandonarlo”.

Marolda

Il Napoli di oggi

“La vittoria di ieri in casa della Real Sociedad un successo fondamentale per inseguire la qualificazione al turno successivo. Adesso il Napoli ha una rosa profonda e soprattutto allenata bene, visto che regge dal punto di vista fisico nonostante i pochi cambi tra una gara e l’altra. Gattuso è stato bravo a correggere il tema tattico in Spagna, perché la scelta di inserire Lobotka sulla trequarti mi è parsa incomprensibile”.

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