Maradona, l’ex preparatore: “Napoli unica, vi racconto di quella volta in cui umiliò Zidane”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Fernando Signorini, ex preparatore di Maradona.

MARADONA,PARLA L’EX PREPARATORE

Io sono napoletano per scelta, quindi mi sento napoletano più dei napoletani nati a Napoli. Quando i miei amici mi chiedono io che ho girato il mondo dove preferirei vivere, io rispondo sempre Napoli. Non solo perché è una città viva e perché è molto bella, ma perché ha qualcosa che la rende unica: la gente. Ci sono tanti posti con un bel panorama, ma nessuno che abbia gente così.

Dell’89-90 ho tanti ricordi, ma di tutte le fotografie che ho della storia del Napoli con Diego è quella rete su punizione di Maradona contro la Juve. Secondo me è stato un goal molto più complicato di quella diventata celebre contro l’Inghilterra. Era praticamente impossibile segnare da quella distanza e con il terreno in quelle condizioni, ma Diego ci è riuscito comunque.

SUI RICORDI

I difensori puntavano tutti sulle sue gambe? Si, non bisogna dimenticare che lui era reduce dal brutto infortunio del settembre dell’84. Qualsiasi altro calciatore avrebbe fatto più attenzione a non farsi male, ma lui lottava comunque. Sentiva molto sulle sue spalle il peso delle ingiustizie del Nord verso il Sud. Teneva molto ad offrire ai napoletani, bersagliati da tutta Italia, una condizione migliore.

Nessuno poteva capirli come lui, che veniva da Villa Fiorita. Questo, dopo non gli è stato perdonato. Se fosse andato alla Juve, il mondo non gli avrebbe fatto pagare i suoi errori allo stesso modo di come li ha pagati per essere stato un campione nel Napoli.

Un aneddoto particolare su Diego? Zidane diceva che voleva tirare il pallone fermo sul dischetto del rigore colpendo la traversa e colpirla ancora al volo. Credo ci sia riuscito solo una volta, mentre Diego l’ha ripetuto otto volte. Cosa mi manca di Napoli? Tutto! Mi manca il caffé, la pizza, la gente e perfino il rumore. Credo che nemmeno voi sapete che significa andare via da questa città, quando ci penso ho le lacrime agli occhi. E’ la mia città nel mondo.

Con Diego sarei andato fino alla fine del mondo, con Maradona non avrei fatto due passi. Neanche io mi spiegavo come mai questo ragazzo potesse nuotare in quelle acque. Per parlare di lui lo devi conoscere molto, andare fino infondo. E’ stato troppo sfruttato e strumentalizzato dal potere, questo mi ha fatto sempre tanta rabbia.

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