Diego Maradona Jr: “Vi racconto il primo incontro con mio padre…”

Diego Armando Maradona Jr è uno dei figli del più grande calciatore di tutti i tempi. Il classe ’86, tuttavia, è stato riconosciuto dal padre soltanto nel 2007 successivamente al test del Dna. Di lì è iniziata un’intensa storia tutta da scoprire. Diego Jr, in un’intervista rilasciata ai microfoni de Il Mattino, ha raccontato il primo incontro con il Pibe de Oro.

Il racconto di Maradona Jr

ereità maradona

Diego Armando Maradona Jr, ai microfoni de Il Mattino, ha spiegato cosa significa essere figlio del Pibe de Oro e ha raccontato di quel giorno in cui il padre decise di conoscerlo:

“Il mio nome era associato a quello di un fuoriclasse, il più forte di tutti i tempi. Pensate quanto ha pesato il paragone sulla mia carriera da calciatore. Forse avrei fatto meglio a giocare in un ruolo diverso dal suo, non so…In ogni caso va bene così: non rimpiango nulla e guardo avanti”

“La prima volta che ci siamo abbracciati avevo più di trent’anni, eravamo a Buenos Aires. Anzi, a Santa Maria del Tigre, a pochi chilometri dalla capitale. Ero impegnato nella versione sudamericana di ‘Ballando con le stelle’. Mi fecero un’offerta vantaggiosissima dal punto di vista economico che decisi di accettare. Decisi bene, perché fu proprio in quell’occasione che conobbi mio padre. Non me lo aspettavo, era il 24 agosto del 2016 ed avevo appena finito di registrare la puntata quando mi arrivò la telefonata di Rocio Oliva, a quel tempo la fidanzata di papà. Mi disse ‘Maradona vuole vederti, perché stasera non vieni a cena da noi? Ti aspettiamo!’. Che emozione! Non riuscivo a crederci. Alle 20 in punto, insieme a mia moglie, ci recammo da lui. C’era anche l’altra figlia Jana con il fidanzato”

“Ho sempre parlato pochissimo di questo evento. È una cosa che vedo come intima che non condivido volentieri. Posso solo dirvi che poche ore bastarono per cancellare gli anni perduti e per vivere un rapporto padre-figli come se ci fossimo sempre conosciuti. Di lì, il nostro rapporto è continuato. Avevamo tanta voglia di stare insieme. Ci sentivamo tramite videochiamate. Lui voleva sapere tutto di me e di noi e ci contattava molto spesso. Ripeteva sempre che moriva dal desiderio di vederci. Quando poi sono nati i suoi nipoti è letteralmente impazzito. Era un nonno amorevole, paziente, affettuoso. Gli avrò mandato decine di video”.

 

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