Juventus-Napoli, la tattica spiegata con il subbuteo: azzurri in corsa per la Champions. A Febbraio l’avreste detto?

Sconfitta e rimpianto: il Napoli perde 2-1 con la Juventus nello scontro Champions in una partita “al contrario” rispetto alle ultime coi bianconeri: vivida, aperta, frenetica. La decide una prodezza di Dybala. Gattuso opta per Rrahmani di fianco Koulibaly, recupera Demme, col ritorno da titolare di Lozano: 1-4-2-3-1 consueto che si rimodula in un 1-4-4-1-1 in fase di non possesso con Zielinski dietro Mertens e 1-4-1-4-1 in fase di possesso. È scontro a tutto campo con Pirlo: il tecnico bresciano all’appuntamento più importante della sua stagione si presenta con un robusto 1-4-4-2 coi soliti Morata e Ronaldo piatti davanti e la scelta più conservativa di Cuadrado davanti Danilo.

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Juventus-Napoli, la tattica spiegata con il subbuteo

juventus napoli
Hirving Lozano e Federico Chiesa (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Ritmi alti, pressing forte, ma poco lucido per entrambe le formazioni che viene eluso dalla capacità di vincere i duelli individuali. Difatti, poche le geometrie nello sviluppo della manovra: Rabiot e Bentancur portaborracce nello schermare Demme e Ruiz, Cuadrado e Danilo sempre in raddoppio su Insigne, Alex Sandro e Chiesa su Lozano, Zielinski legato a turno da Chiellini e De Ligt. In difesa posizionale, Juve e Napoli con due linee strette e compatte. Decisive le fasce e la ricerca dell’ampiezza. Meglio la Juve, Chiesa su tutti e la sua abilità di planare in spazi aperti. Peccato, non aver trovato una soluzione in corso d’opera è stato determinate per le sorti della gara.

Proprio Chiesa, sul gol primo gol, imbarazza Hysai e poi serve il portoghese in area: concettuale l’errore di Rrahmani: lì deve marcare Ronaldo, invece dapprima perde il contatto visivo e poi non riesce a seguirlo per frapporsi tra lui, la porta e la palla. Un
déjà-vu. Sulla magia di Dybala, Ruiz soprattutto e Koulibaly in palese ritardo. In queste partite, una frazione di secondo può costare una stagione.

Napoli, comunque, dopo un primo tempo modesto, macina gioco nel secondo con un calo fisiologico di intensità della Juve, tentando di stanare il suo blocco difensivo con buoni inserimenti laterali. Uno clamoroso di Di Lorenzo parato da Buffon. L’ingresso di Osimhen ha dato lavoro ai due centrali juventini, mai in difficoltà prima con Mertens. Lozano fuori condizione, da rivalutare.

Il recupero, finalmente, ha dato il suo responso: Napoli a -3 dalla Juve e a -2 dall’Atalanta. È iniziato un altro campionato e la rosa è al completo. A febbraio scorso in pochi ci avrebbero scommesso dopo gli ultimi avvenimenti.

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A cura di Bruno Conte

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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