FIGC, Gravina: “Dobbiamo vivere alla giornata anche nel calcio. Al momento non c’è il rischio di un nuovo stop”

In questo momento resta fermo il campionato Serie A per gli impegni dei calciatori con le rispettive Nazionali. Una situazione che ha generato diverse polemiche visto l’alto rischio di contagio al Covid per i vicini e lontani viaggi a cui gli atleti vengono sottoposti. Sulla questione è intervenuto anche Gabriele Gravina, presidente della FIGC a margine di un’iniziativa di solidarietà all’ospedale Core di Reggio Emilia. Dichiarazioni, riportate dall’ANSA, rilasciate a poche ore dall’inizio della sfida della Nazionale italiana contro la Polonia di scena a partire dalle 20.45 di stasera.

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FIGC, le parole di Gravina

Gravina
(Getty Images)

Salvare il calcio? Sarà compito della Federazione lavorare di comune accordo coi presidenti delle varie componenti. È giusto andare incontro ai più deboli e a chi soffre di più, Credo che raggiungeremo insieme un risultato. Si gioca troppo? Il ritmo credo sia sempre lo stesso, ma in questo momento forse si è esasperati da questa pandemia. Dopo questo weekend concederemo un momento di tregua ai nazionali, visto che non giocheremo fino a marzo. Ma credo anche che se la Nazionale rappresenta un patrimonio di questo Paese non dovremmo spegnerla. Anzi, dobbiamo alimentarla facendo in modo magari di conciliare gli impegni anche attraverso alcune piccole modifiche di forma laddove possa essere necessaria.

Rinnovo Mancini? Aspetto una decisione da parte di Roberto. Abbiamo ancora due anni che ci legano. Sono tanti, ma i progetti sui quali lavoriamo richiedono più tempo. Questa Nazionale è una bellissima famiglia. C’è un grande senso di fratellanza tra gli uomini, ancora di più forse in questo periodo difficile per tutti in cui stiamo riscoprendo il dialogo e il confronto. Ed è bello perché spesso il mondo del calcio è considerato distaccato e avulso”. 

FIGC, Gravina ed il proseguo dei campionati

gravina serie a

Rischi di stop dei campionati? Non mi pare ce ne siano al momento. La preoccupazione esiste ed è inutile nasconderla. Coinvolge il calcio e non solo. Sappiamo anche che dobbiamo vivere alla giornata, programmando, progettando e cercando di adottare tutti gli strumenti a nostra disposizione per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Dobbiamo avere maturità, capacità e senso di responsabilità”.

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